la stazione promessa prende forma, ma il completamento è al 2030
Un cantiere destinato a ridisegnare la mappa della mobilità cittadina e a ricucire uno strappo urbano storico nel cuore del quadrante est capitolino. Proseguono i lavori gestiti da Rete Ferroviaria Italiana per la realizzazione del nodo di interscambio del Pigneto.
Nella giornata di ieri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, affiancato dal segretario laziale della Lega Davide Bordoni e da diversi rappresentanti locali, ha effettuato un sopralluogo sul campo dove operano attualmente circa 130 tra tecnici e maestranze.
Il progetto complessivo, sostenuto da un investimento totale stimato in 230 milioni di euro — che attinge anche alle risorse PNRR gestite dal MIT —, metterà in collegamento diretto le linee regionali FL1 (diretta all’aeroporto di Fiumicino) e FL3 (verso Viterbo) con la linea C della metropolitana. Una volta a pieno regime, la stazione punta a posizionarsi come il quarto hub ferroviario della città per volume di utenti, intercettando un bacino potenziale di oltre 8 milioni di passeggeri all’anno.
Il ruolino di marcia: operatività e fasi del cantiere
L’intervento è stato strutturato su due tappe principali per consentire una progressiva attivazione dei servizi:
Prima fase (Tra fine 2026 e inizio 2027): Verrà attivata la configurazione iniziale della fermata ferroviaria e completata la prima copertura parziale del vallo, necessaria per consentire il transito dei treni regionali e riallacciare i primi passaggi pedonali tra le due sponde del rione. L’opera garantirà collegamenti diretti verso Fiumicino e presidi ospedalieri strategici quali il Gemelli e il San Filippo Neri.
Seconda fase (Completamento entro il 2030): Si procederà alla totale chiusura della trincea ferroviaria, alla realizzazione del sottopasso di collegamento diretto con la fermata della Metro C e alla sistemazione superficiale dell’area.
La dote finanziaria complessiva ricomprende 191 milioni già allocati per la fermata Pigneto (di cui 140 dedicati all’esecuzione delle opere) e i circa 40 milioni preventivati per la successiva fermata Mandrione, il cui quadro economico definitivo verrà stabilito a seguito dei rilievi archeologici emersi nelle prime fasi di indagine sul terreno.
La ricucitura del quartiere e la piazza da 13mila metri quadri
Accanto all’impatto sul trasporto pubblico locale, il progetto riveste una forte valenza di rigenerazione urbana.
La copertura dei binari permetterà infatti la nascita in superficie di un’ampia area pedonale e alberata di 13.500 metri quadrati, allestita con spazi verdi, campi da gioco e arredi per famiglie e residenti.
L’impianto architettonico è stato ideato per valorizzare il panorama sull’antico acquedotto romano e integrerà un richiamo visivo allo storico ponticello pedonale, simbolo identitario della zona.
Durante la visita, il ministro Salvini si è detto orgoglioso di un’infrastruttura attesa da anni destinata a unire due comunità storicamente divise dalla ferrovia, mentre Davide Bordoni ha sottolineato la portata strategica degli investimenti statali sulla rete dei trasporti romani.
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