Calabria

“La scuola calabrese ha voglia di futuro”, intervista al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara

È una scuola calabrese in piena evoluzione quella vista negli ultimi anni. Non solo per via delle riforme che, come nel resto d’Italia, stanno modificandone indirizzi e obiettivi strategici. Ma anche, una volta tanto, per i risultati ad ampio spettro che si stanno ottenendo sotto quei delicati aspetti che caratterizzano e fanno distinguere la scuola di un territorio arretrato da quella di una realtà che si sforza di migliorare: a partire da dispersione scolastica e risultati di apprendimento. Su tutto questo, sul percorso avviato dal Governo e sulle sfide ancora da affrontare si è soffermato, in un’intervista con la Gazzetta del Sud, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
Ministro, lei si è recato spesso in Calabria e in Sicilia. Che rapporto ha con queste regioni?
«Sono terre che mi stanno molto a cuore, nelle cui potenzialità e nel cui futuro credo fortemente. Ho visitato tante scuole anche di realtà complesse. Ho trovato sempre grande entusiasmo. Mi fa piacere, ad esempio, ricordare il De Amicis di Platì e il Malafarina di Soverato, le prime scuole che si sono offerte di sperimentare in Italia l’uso dell’IA per la personalizzazione della didattica. È un segnale straordinario di quella voglia di crescita proprio in realtà tradizionalmente trascurate e con diverse problematiche. E i risultati sono interessanti: i rendimenti sono cresciuti. Tutta la Calabria ha dimostrato di saper fare dei passi in avanti importanti in un settore strategico per lo sviluppo del territorio, quello dell’istruzione tecnica e professionale: è infatti la prima regione in Italia con il 13,4% di iscrizioni ai percorsi del 4+2, la riforma dell’istruzione tecnica e professionale che unisce scuola e impresa. Il dato dimostra una grande voglia di futuro attraverso una formazione che dia sempre più opportunità occupazionali qualificate ai giovani e competitività alle imprese. Di grande importanza è poi il crollo della dispersione scolastica specialmente in Calabria: eravamo all’11,8% nel 2023, nel 2025 è scesa al 6,5%. Meglio di altre realtà del Centro e del Nord: la Toscana è al 9,8%, la provincia di Bolzano al 9%. Miglioramenti anche in Sicilia che è passata dal 17,1 al 13,7. Vuol dire che migliaia di giovani sono tornati a scuola».
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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