la proposta di legge per salvare il commercio

La crisi del commercio, l’accesso al credito sempre più difficile per le piccole imprese, il peso degli affitti e la necessità di riequilibrare la competizione tra negozi fisici e grandi piattaforme online. Sono stati questi alcuni dei temi portati oggi da Confesercenti al tavolo con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nel corso dell’incontro che si è svolto all’Hotel Savoia di Rimini.
Un’occasione nella quale Confesercenti ha presentato al ministro anche “Il battito della Città”, la proposta di legge di iniziativa popolare promossa dall’associazione per introdurre nuovi strumenti di tutela e sostegno al commercio di vicinato. A Urso è stato consegnato anche il materiale illustrativo dell’iniziativa, che nelle prossime settimane entrerà in una fase decisiva con la raccolta delle firme. Al centro della proposta ci sono le ZESpro, Zone Economiche Speciali di prossimità, aree da individuare all’interno delle città nelle quali prevedere un regime fiscale agevolato per le attività commerciali. La proposta prevede inoltre interventi di semplificazione burocratica, l’istituzione di un fondo destinato alla rigenerazione urbana e commerciale e misure mirate a ridurre lo squilibrio competitivo tra il commercio tradizionale e i grandi operatori dell’online.
“L’incontro con il ministro è stata l’occasione per presentare direttamente a Urso la nostra proposta di legge di iniziativa popolare e per riportare al centro del confronto la situazione sempre più difficile del commercio – sottolinea Fabrizio Vagnini, Presidente di Confesercenti Rimini -, abbiamo parlato di una crisi che sembra non avere fine e che sta mettendo a dura prova soprattutto le piccole imprese, che rappresentano una componente fondamentale dell’economia e della vita delle nostre città”.
Tra le criticità evidenziate da Confesercenti c’è anche quella dell’accesso al credito. “Per le piccole imprese, così come per le famiglie, ottenere credito dalle banche sta diventando sempre più difficile – prosegue Vagnini -, il rischio è che tutto venga progressivamente delegato alle finanziarie, con costi molto elevati sia per l’attivazione dei finanziamenti sia per gli interessi. È un problema che va affrontato perché il credito resta uno strumento indispensabile per permettere alle imprese di investire, innovare e continuare la propria attività”.
Un altro tema affrontato con il ministro è quello degli affitti commerciali. “Abbiamo riproposto la necessità di intervenire sul costo degli affitti – spiega il presidente di Confesercenti Rimini -: circa l’80% dei negozi è in affitto e quindi il canone rappresenta una voce di costo determinante per la sostenibilità di un’attività. Per questo chiediamo di valutare la reintroduzione della cedolare secca per gli affitti dei locali commerciali, uno strumento che potrebbe contribuire a ridurre la pressione sui negozi di vicinato. Abbiamo sottolineato con il ministro che il commercio non è soltanto una questione economica, i negozi sono parte integrante del tessuto urbano, contribuiscono alla sicurezza, alla socialità e alla qualità della vita dei centri cittadini. Quando una saracinesca si abbassa definitivamente, non perdiamo soltanto un’attività economica, ma un pezzo della città”.
Confesercenti ha infine annunciato al ministro che nel mese di ottobre sarà a Roma per l’assemblea nazionale, in occasione della quale è previsto il deposito delle firme raccolte a sostegno della proposta di legge. “Ci auguriamo che anche il Governo possa guardare con attenzione a questa iniziativa e sostenerne il percorso – conclude Vagnini -, la nostra proposta nasce dall’esigenza concreta di dare una prospettiva al commercio di prossimità e di restituire centralità ai negozi nelle nostre città”.
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