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Presidenza irlandese: “Sugli extraprofitti ci sarà un confronto Ue” – Altre news

BRUXELLES, 25 AGO – “I governi di tutta Europa prestano giustamente grande attenzione agli sviluppi sui mercati dell’energia e al loro impatto sulle famiglie, sulle imprese e sull’economia nel suo complesso. Il Tánaiste, vicepremier e ministro delle Finanze, discuterà con i colleghi ministri europei il modo più appropriato per dare seguito alle questioni sollevate nella loro lettera”. E’ quanto si apprende dal portavoce della presidenza irlandese, di turno alla guida del Consiglio Ue, interpellato sulla lettera inviata da sei Paesi, con la richiesta tra l’altro di individuare un quadro comune per tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere.
    L’attesa è che il confronto sulle tematiche legate al caro-energia sarà affrontato dalla presidenza del Consiglio dell’Ue in contatti bilaterali tra il ministro irlandese Simon Harris e gli altri ministri europei delle Finanze, secondo quanto si apprende a Bruxelles.
    Tutti i ministri delle Finanze dei Ventisette, poi, sono attesi al Consiglio Ecofin informale del 18 e 19 settembre a Dublino.
    Il tema della tassazione degli extraprofitti è stato posto nuovamente anche alla Commissione Ue oggi, nel corso dell’incontro quotidiano con la stampa. C’è un motivo per cui non state proponendo una tassa sugli extraprofitti come avete fatto nel 2022? è stato chiesto ad esempio. “Ricorderete che nel 2022 avevamo effettivamente proposto una misura in questo senso, ma lo avevamo fatto in circostanze estremamente eccezionali, quando i prezzi avevano raggiunto livelli senza precedenti”, ha detto la portavoce della Commissione Paula Pinho.
    “La tassazione degli extraprofitti rientra nella competenza degli Stati membri e gli Stati membri possono intervenire sulla base della propria legislazione nazionale – ha poi ribadito il portavoce Maciej Berestecki, dopo che dalla Commissione era arrivata ieri un’analoga indicazione -. Queste misure devono essere conformi al diritto europeo. Gli Stati membri possono quindi fare ricorso ai propri poteri fiscali nazionali per affrontare questioni legate all’equità sociale e, in questo contesto, possono adottare misure di tassazione degli extraprofitti, se lo desiderano, come abbiamo indicato in precedenza nella comunicazione AccelerateEu del 22 aprile.
    La Commissione rispetterà le decisioni degli Stati membri, fornirà indicazioni sulle migliori pratiche relative alle misure nazionali e valuterà anche l’impatto di queste misure sul mercato unico”, ha affermato.
   

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