Lazio

CasaPound, il summit con i suprematisti Usa riaccende il caso dell’occupazione di via Napoleone III

L’immobile demaniale di via Napoleone III, nel cuore del rione Esquilino, torna al centro di un’aspra polemica politica ed investigativa.

A riaccendere i riflettori sullo stabile occupato abusivamente dal dicembre 2003 è un’inchiesta giornalistica pubblicata da Fanpage, che ha documentato lo svolgimento di un vertice a porte chiuse tra esponenti di CasaPound e i rappresentanti di Counter-Currents, una nota rete dell’ultradestra d’oltreoceano riconducibile all’ideologia del nazionalismo bianco.

L’incontro, confermato anche da resoconti diffusi dagli stessi promotori americani, svela l’esistenza di canali d’intesa diretti tra il movimento romano e i circuiti del suprematismo internazionale.

La rivelazione ha provocato l’immediata reazione del Partito Democratico, che ha riportato in primo piano l’annosa questione del ripristino della legalità e del recupero dell’edificio pubblico a due passi dalla stazione Termini.

L’offensiva del PD: “Piantedosi chiarisca in Aula”

In una nota congiunta, la capogruppo dem alla Camera Chiara Braga insieme ai deputati eletti a Roma e nel Lazio — Andrea Casu, Paolo Ciani, Michela Di Biase, Claudio Mancini, Roberto Morassut, Matteo Orfini e Patrizia Prestipino — ha bollato la vicenda come un fatto “gravissimo e inquietante”, annunciando la presentazione formale di un’interrogazione parlamentare indirizzata direttamente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

I parlamentari dell’opposizione pretendono di sapere se il Viminale e gli apparati di sicurezza fossero preventivamente informati della presenza in Italia dei delegati stranieri e dello svolgimento della riunione a via Napoleone III.

Al contempo, la pattuglia dem chiede di conoscere quali attività di monitoraggio siano state predisposte e quando il Governo intenda procedere in maniera definitiva allo sgombero dell’immobile, ritenendo inaccettabile che un bene dello Stato continui a fare da base logistica per appuntamenti dell’estremismo di destra.

Sulla stessa linea è intervenuta Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria nazionale del PD con delega al Terzo Settore, sottolineando come la trasformazione di una struttura demaniale in un hub per il neofascismo internazionale rappresenti una ferita intollerabile per una città medaglia d’oro della Resistenza.

La controffensiva di CasaPound: “Solita speculazione dei media”

La risposta dei vertici di CasaPound Italia non si è fatta attendere. Attraverso un comunicato ufficiale, il gruppo di estrema destra ha rigettato le accuse e rivendicato i ventitré anni di occupazione, sostenendo di aver svolto sul territorio attività a carattere sociale ed evidenziando di non aver mai beneficiato di finanziamenti pubblici.

Nel denunciare quella che definiscono l’ennesima speculazione mediatica guidata dall’opposizione, i militanti del movimento hanno sostenuto che l’attenzione sollevata sul palazzo di via Napoleone III serva solo a distogliere lo sguardo dalle occupazioni di segno politico opposto e dai centri sociali romani, verso i quali — a loro dire — la politica e i giornali non adotterebbero lo stesso metro del rigore.

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