la proposta di Colantonio e Bucci (Lega)

“Il tribunale di Chieti non solo deve restare nel centro storico, ma va anche ampliato per accogliere nuovi uffici e diventare il fulcro di una vera e propria cittadella giudiziaria. Per l’ex ospedale San Camillo, invece, dove si vorrebbe trasferirlo, si potrebbe avviare un concorso di idee per individuare la destinazione migliore”.
Lo dichiarano Mario Colantonio, candidato sindaco di Lega, Azione Politica e Udc, e l’avvocato Anna Lisa Bucci, candidata alle prossime amministrative nella lista della Lega e responsabile regionale del Dipartimento Giustizia del partito.
“Da cittadina e anche da rappresentante dell’avvocatura teatina – sottolinea Bucci – ho sempre sostenuto, anche a supporto del lavoro svolto dal gruppo consiliare della Lega già due anni fa, che il tribunale debba restare nel centro storico e, anzi, essere ampliato. Il progetto esiste e attende soltanto di essere attuato. Prevede in particolare l’ampliamento della struttura attraverso l’annessione della palazzina di via Arniense e dell’ex ospedale civile adiacente, così da consentire l’accorpamento degli uffici oggi distribuiti in vari punti della città. Questa visione – prosegue Bucci – fra l’altro è perfettamente in linea con l’indirizzo del Consiglio Nazionale Forense, che considera l’edilizia giudiziaria lo specchio della giustizia italiana. Il tribunale non è soltanto un insieme di uffici: ha un forte valore simbolico e deve restare vicino ai cittadini, all’interno del centro storico, come avviene in tante città italiane come Urbino, Parma, Perugia”.
Bucci ricorda inoltre il valore storico del Palazzo di Giustizia di Chieti: “È sede della Corte d’Assise in cui si tenne il celebre processo Matteotti. Sono numerose, dunque – sottolinea – le ragioni per cui il tribunale deve restare nel centro storico e ampliarsi. L’edificio fra l’altro ha già beneficiato, nel post terremoto, di un importante adeguamento antisismico da circa 7 milioni di euro. Ci sono, insomma, tutte le condizioni per trasformarlo in una cittadella giudiziaria moderna, capace di produrre benefici economici e sociali per l’intero territorio”.
“La nostra idea di città – continua Bucci – punta alla rivitalizzazione dell’intero territorio comunale, dal centro storico a Chieti Scalo, fino ai quartieri troppo spesso dimenticati negli ultimi anni. Recuperare i contenitori vuoti e valorizzare le funzioni già esistenti, come il tribunale, significa dare nuova vita alla città. Naturalmente devono essere garantiti i servizi, in primis i parcheggi, e su questo abbiamo proposte precise”.
“In particolare il parcheggio di via Ciampoli – fa presente Colantonio – deve essere realizzato in funzione della destinazione del tribunale e della realizzazione della cittadella della giustizia. Accanto al Palazzo di Giustizia c’è l’ex ospedale civile, di proprietà della Provincia di Chieti, già utilizzato in passato dagli uffici giudiziari durante i lavori di adeguamento sismico del corpo principale del tribunale. L’immobile è in vendita da circa dieci anni e il Comune potrebbe valutarne l’acquisto per completare davvero la cittadella della giustizia, ospitando ad esempio procura e giudici di pace, con un accorpamento generale delle funzioni giudiziarie della città e non solo. Il tutto con costi contenuti, perché gli interventi di ristrutturazione e risanamento sono già stati quantificati in meno di 400mila euro. Si tratta di dati certi, visto che quegli immobili sono stati utilizzati fino a pochi anni fa dagli uffici del tribunale. Inoltre il Comune potrebbe concedere gli spazi in locazione al Ministero, ammortizzando così l’investimento nel tempo”.
Per quanto riguarda l’ex ospedale San Camillo, Colantonio e Bucci propongono invece una destinazione alternativa, eventualmente collegata ai servizi penitenziari: “Esistono fondi già destinati a quell’area – spiega Colantonio – e potrebbero essere utilizzati per progetti riconducibili al Ministero della Giustizia e ai servizi penitenziari”. Per Bucci, il complesso potrebbe anche ospitare il carcere femminile.
“Ma vogliamo allargare l’orizzonte – fa presente Colantonio – si potrebbe promuovere un concorso di idee, coinvolgendo magari l’università d’Annunzio, per individuare la migliore destinazione possibile per quegli immobili. Parliamo di un patrimonio storico e monumentale – sottolinea – legato a una importante edilizia liberty, utilizzato come sanatorio tra la prima e la seconda guerra mondiale, immerso in un parco straordinario. Gli studi universitari potrebbero offrire proposte innovative e complete, capaci di accompagnare una trasformazione storica per la città. Un immobile che tutti ricordano perché ospitava il miglior reparto di cardiochirurgia d’Abruzzo e che oggi, invece, versa in totale stato di abbandono”.
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