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L’Ue apre al tavolo con lo zar, ‘pronti se serve all’Ucraina’ – Altre news

“Il futuro dell’Ucraina è nell’Ue. Il nostro obiettivo, sin dal primo giorno, è che la pace sia giusta e duratura”. Da quattro anni a questa parte, la Giornata dell’Europa è anche la giornata dell’Ucraina. E’ il momento per ribadire con forza, proprio mentre la Russia di Vladimir Putin celebra la vittoria sulla Germania nazista, il sostegno di un intero continente a Kiev. Un sostegno che, in un quartiere europeo gremito di curiosi, turisti e famiglie per lo Europe Day, Antonio Costa è tornato a sottolineare. Aprendo, tuttavia, anche a un’ipotesi sulla quale non tutti i 27 Paesi membri potrebbero essere d’accordo: sedersi al tavolo con lo zar.

“Il nostro primo obiettivo è una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Per questo, al momento giusto, saremo pronti a parlare con la Russia per affrontare i problemi relativi alla nostra sicurezza comune. Aspettiamo” gli sviluppi “dell’iniziativa di Trump. Aspettiamo, ma allo stesso tempo siamo pronti per fare il necessario”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo. La prospettiva di sedersi al tavolo dei negoziati con Mosca da tempo si aggira nei corridoi dei palazzi comunitari. Non piace a tutti, a cominciare dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Ma è uno scenario che potrebbe essere inevitabile. A dispetto di quanto sta accadendo nel Golfo, l’Europa, sul fronte ucraino, non vuole stare fuori dai giochi. E’ pronta, attraverso i Volenterosi, a fornire sostegno militare anche sul terreno per tutelare l’Ucraina dopo la fine della guerra. E sostiene che, in un eventuale trattato di pace tra Russia e Ucraina, saranno molti i punti che riguarderanno la sicurezza dell’intero continente. “Il nostro obiettivo è una pace che rispetti la sovranità ucraina, la sua integrità territoriale e i confini riconosciuti internazionalmente. E’ importante per la sicurezza globale”, ha puntualizzato Costa. Finora il Cremlino è sempre stato freddo sull’ipotesi di far sedere l’Ue al tavolo dei negoziati, anche se in un secondo momento. L’unico interlocutore, per Putin, resta Donald Trump. I rapporti tra Bruxelles e Mosca sono vicino allo zero. Tra i 27 leader, dopo l’addio di Viktor Orban, allo zar non è rimasto che affidarsi al sovranista slovacco Robert Fico, non a caso l’unico tra i capi di Stato o di governo europei ad essere presente alla parata di Mosca. Costa, per celebrare la Giornata dell’Europa, ha avuto modo anche di parlare a telefono con Volodymyr Zelensky.

“Il futuro dell’Ucraina è nell’Ue”, ha promesso Costa. “La Russia non riuscirà a spezzare l’Europa”, ha replicato il presidente ucraino. Ma il 9 maggio, in un momento segnato da guerre e violazioni del diritto, e dal progressivo allontanamento dell’America di Trump, è stata anche la giornata dell’orgoglio comunitario. Nel ricordo della dichiarazione di Schuman le istituzioni Ue hanno aperto le proprie porte ai cittadini. Fuori, una parata ben diversa da quella della Piazza Rossa, ha affollato le strade: quella dei Mumin, i celebri troll bianchi creati dalla finlandese Tove Jansson. In Italia, a ricordare lo Europe Day è stato il presidente Sergio Mattarella. “La forza attrattiva dell’Unione Europea, con il suo esempio di pace e benessere, è tornata più intensa che mai”, ha sottolineato il capo dello Stato rimarcando che “l’Italia, che dalla sua partecipazione al progetto comunitario trae stabilità, crescita, coesione sociale e fiducia nel futuro, ha contribuito con passione e determinazione al suo successo”. “L’Europa è forte nella sua diversità e dei cittadini”, gli hanno fatto eco Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Il trumpismo sembra aver ridato intensità all’europeismo. Ma l’ascesa dei sovranisti e dei movimenti anti-Ue è lontana dal fermarsi. Da qui al 2027, quando al voto andranno Italia, Spagna, Polonia e Francia, la sfida dell’europeismo si preannuncia difficilissima.

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