La mia famiglia bloccata in casa per più di due ore

Tetti delle case, impianti fotovoltaici e anche auto danneggiate. Ma anche lunghi momenti di angoscia. Queste le conseguenze dell’episodio avvenuto sabato sera in via Fiume Montone Abbandonato, dove un uomo (un 24enne che sarebbe già stato seguito dal Centro di Salute Mentale) è salito sul tetto di alcune case, si è spogliato e ha iniziato a scagliare tegole in strada. L’uomo, dopo una complessa operazione di mediazione, è stato poi bloccato, sedato dal personale sanitario e trasportato all’ospedale di Ravenna, dove è stato sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (Tso).
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A dare la propria testimonianza è uno dei proprietari delle case coinvolte dall’episodio. “Le abitazioni coinvolte sono diverse, non solo una: alcuni hanno subito danni alla facciata e agli infissi, altri al tetto, altri a veicoli parcheggiati in strada e ancora alla canna fumaria e agli impianti fotovoltaici, nonché danni interni alle abitazioni”, spiega Lorenzo Napoli. Per il residente l’unica questione a cui non si ancora data risposta è come mai il 24enne “non si trovasse in uno stato di controllo adeguato?”.
Lo scontro politico fra maggioranza e opposizione sul caso
L’abitante di via Fiume Montone Abbandonato rivela anche la disavventura dal proprio punto di vista, raccontando di come un vigile del fuoco “si è prestato a scortarmi fino all’ingresso di casa mia, permettendomi di riunirmi alla mia famiglia con la quale ero in contatto telefonico dall’esterno da più di due ore”. Tante persone sarebbero infatti rimaste di fronte all’accaduto “inermi e senza via di fuga”. “Nel mio caso – aggiunge Lorenzo – la mia compagna e un bimbo di due anni e mezzo che domenica notte ha chiesto la presenza di entrambi i genitori prima di addormentarsi e, questa mattina, durante la colazione guardandoci ci ha detto ‘Ho avuto paura’. Per questo a tutti quelli che stanno minimizzando l’accaduto, chiedo di rispettare tutte le persone che sono state interessate e danneggiate, che non sono poche”.
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“Non è comunque concepibile che in pochi istanti una persona già seguita dal Cim (Centro di igiene mentale, ndr) possa salire sui tetti delle abitazioni del centro storico di Ravenna e, nelle tre ore successive, devastarle. Noi non siamo politici ai quali rispondere con dei post sui social, ma siamo persone e cittadini che oggi vogliono avere la certezza di poter contare sull’appoggio delle istituzioni e che non vogliono essere lasciati soli nel ricostruire quello che è stato distrutto. Una diversa gestione di certe situazioni di fragilità, non avrebbe probabilmente portato a tanto; anche alla luce del fatto che il soggetto era già noto alle autorità competenti e sotto cura – conclude Lorenzo – Qualcuno questa volta dovrà pagare del suo operato e chiedo al Sindaco Barattoni di dare un segnale forte, di dare un colpo di presenza, di interesse e sostegno nei confronti dei suoi cittadini”.
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