Economia

Antiriciclaggio, i notai restano guardiani della legalità e dell’integrità del sistema

I notai italiani restano sentinelle a tutela della trasparenza e della regolarità delle operazioni societarie e degli atti immobiliari. A confermarlo il Gafi (Gruppo di azione finanziaria internazionale) che, nel suo nuovo Mutual Evaluation Report Italy 2026, oltre a promuovere il sistema italiano di prevenzione del riciclaggio, del finanziamento del terrorismo e della proliferazione delle armi di distruzione di massa, ha inquadrato quella notarile tra le Dnfbp (Designated non financial businesses and professions, ossia attività e professioni non finanziarie designate), confermando il ruolo dei professionisti come guardiani della legalità. Vere e proprie figure chiave del settore non finanziario che, esercitando una funzione di controllo preventivo, operano come filtro per contrastare le infiltrazioni criminali nell’economia legale.

In prima linea nella valutazione dei rischi

Come sottolineato dallo studio, il Notariato – nelle vesti di organismo di autoregolamentazione – si è distinto tra gli ordini professionali per l’impegno nella formazione riguardo alle misure contro i crimini finanziari, nella diffusione di orientamenti tecnico-giuridici, nella partecipazione all’iter di valutazione nazionale dei rischi e nella comprensione degli stessi. Una skill questa che, numeri alla mano, è stata valutata solida ed efficace: a provarlo il miglioramento della qualità, l’aumento delle segnalazioni di operazioni sospette (i dati Uif 2025 rilevano che più del 96% arriva dai notai) e la loro tempestività.

In un quadro incerto per la momentanea sospensione del Registro dei titolari effettivi, è ai notai che le autorità fanno riferimento per raccogliere informazioni accurate sulla titolarità legale e le strutture proprietarie delle persone giuridiche.


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