Multiservizi, Palladino diffida il Comune: revoca illegittima e risarcimento danni
BRINDISI – L’avvocata Rossana Palladino, già Amministratrice Unica della Brindisi Multiservizi S.r.l. non ci sta alla rimozione dell’incarico ed ha inviato al Comune di Brindisi una diffida formale con richiesta di riesame e annullamento in autotutela del provvedimento di revoca del 17 marzo 2026, oltre a una messa in mora per il risarcimento dei danni.
Nel documento, Palladino afferma: “La sottoscritta intende formalizzare… le proprie controdeduzioni e contestazioni in ordine alla legittimità del provvedimento di revoca”.
Palladino sostiene di aver assunto l’incarico nel 2024 in una situazione di grave squilibrio economico-finanziario e di aver guidato la società attraverso:
la composizione negoziata della crisi, conclusa positivamente nel luglio 2025;
la redazione e attuazione del Piano di Risanamento 2025–2028; una riorganizzazione interna con riduzione dei costi, miglioramento dell’EBITDA e risultato ante imposte positivo; flussi informativi “continui, puntuali e trasparenti” verso il Comune.
Secondo l’ex amministratrice, fino a dicembre 2025 non vi sarebbero state contestazioni formali da parte dell’Ente.
Il cambio di clima: dal dicembre 2025, Palladino descrive un progressivo deterioramento dei rapporti con il Comune, attribuendolo a pressioni politiche, critiche pubbliche e delegittimazione mediatica; interferenze gestionali e uso “abnorme” del controllo analogo; richieste informali di dimissioni, definite dal sindaco come “separazione consensuale”; un mese di “paralisi amministrativa” dovuto a richieste di accesso agli atti e mancata collaborazione.
La revoca sarebbe quindi maturata in un contesto “non fisiologico”, secondo la professionista.
Le contestazioni di merito: Pisano, Dell’Anna, parco mezzi e incompatibilità
Palladino affronta nel dettaglio le vicende citate dal Comune come motivi di revoca. La società aveva segnalato criticità e chiesto indirizzi al Comune. L’Ente, secondo Palladino, non avrebbe deciso tempestivamente. Dopo la revoca, il Comune avrebbe reintegrato Pisano, nonostante una procedura pubblica già conclusa. Per quanto riguarda l’ingegnere Dell’Anna le irregolarità risalirebbero a gestioni precedenti. L’ex amministratrice sostiene di aver tentato una soluzione transattiva per tutelare la società.
Per quanto concerne la gestione del parco mezzi tutto sarebbe stato già documentato nella relazione sulle misure di razionalizzazione 2025, approvata dal Consiglio comunale. Palladino contesta che la vicenda sia stata “riesumata” solo ai fini della revoca.
Per la presunta incompatibilità professionale. Secondo la diffida, il Comune era pienamente informato e aveva sostenuto la posizione della professionista davanti all’Ordine.
Palladino definisce la revoca “illegittima sotto plurimi profili”, citando:
“Il provvedimento è illegittimo… sotto plurimi profili e la presente viene trasmessa quale formale contestazione”.
I principali vizi indicati sono incompetenza dell’organo: la revoca sarebbe stata adottata dalla Giunta, anziché dal socio unico in sede societaria; difetto di istruttoria e motivazione: fatti già noti e mai contestati sarebbero stati reinterpretati ex post; mancata notifica formale del provvedimento, appreso solo tramite stampa.
Per questo chiede al Comune, entro 5 giorni la cessazione di ogni comportamento ritenuto lesivo; la rettifica delle dichiarazioni pubbliche; l’annullamento in autotutela della revoca e la rimozione degli effetti degli atti conseguenti.
Palladino chiede un danno minimo di 150.000 euro, riservandosi ulteriori azioni legali.


