Viaggi e turismo

La maravigghia sicula nelle giornate settembrine


“Amavo l’isola come si ama una persona grande che gioca con noi”. Viene in mente questa frase di Gesualdo Bufalino, tratta dal suo palpitante capolavoro La Diceria dell’Untore, quando si viaggia in Sicilia nel mese di settembre. La temperatura più gentile, infatti, predispone meglio l’anima alla fiducia di poter cogliere una maravigghia, appunto una meraviglia, dopo l’altra. La prima è la passeggiata che si può compiere – lunga e magnifica, come la definì Cesare Brandi, nel saggio Archeologia siciliana – all’interno del Parco Archeologico di Selinunte, un tracciato che prende avvio dalle Case del Viaggiatore, sfiora i templi greci, prosegue verso la foce del fiume Modione, abbraccia il complesso di Demetra Malophoros e le Case Gaggera fino alle architetture rurali dove sono stati piantati agrumi, fichi, le prime palme, dando vita a un progetto di estetica ed ecologia messo in atto dal parco Archeologico di Selinunte e da Planeta che così ha voluto festeggiare la trentesima vendemmia del suo Chardonnay.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

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