Politica

La direttiva anticorruzione è legge: via libera del Consiglio Ue al testo che obbliga a punire l’abuso d’ufficio

Via libera finale del Consiglio dell’Unione europea alla direttiva anticorruzione, che obbliga gli Stati membri a prevedere come reato una forma di abuso d’ufficio, la fattispecie abrogata dalla legge Nordio del 2024. Il testo, approvato a fine marzo dal Parlamento di Bruxelles, contiene infatti una norma – l’articolo 7 – che impone ai 27 Paesi Ue di prevedere come reato “almeno determinate violazioni gravi della legge derivanti dall’esecuzione o dall’omissione di un atto da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni”: cioè una versione “soft” dell’ex articolo 323 del codice penale italiano. Una formulazione frutto di un faticoso compromesso raggiunto a dicembre per ottenere il sì dell’Italia al provvedimento, discusso per quasi tre anni fra Parlamento, Commissione e Consiglio Ue (era stato elaborato a maggio 2023 sull’onda dello scandalo Qatargate).

Con l’approvazione da parte del Consiglio, la direttiva sarà pubblicata sulla Gazzetta uffficiale dell’Unione europea ed entrerà in vigore trascorsi venti giorni dalla pubblicazione. Gli Stati membri avranno poi 24 mesi di tempo per recepirla nel diritto nazionale. Il governo Meloni aveva chiesto di escludere del tutto la norma sull’abuso d’ufficio dal testo legislativo, ma alla fine ha ottenuto solo di annacquarla per renderla meno simile al vecchio reato italiano: in questo modo Roma potrà provare a sostenere che l’obbligo europeo sia già rispettato dal nostro Paese con altri reati, come la corruzione e la concussione, o anche soltanto l’omissione o rifiuto di atti d’ufficio. Se la tesi non convincerà la Commissione europea, però, il rischio è l’apertura di una procedura d’infrazione.

L’articolo La direttiva anticorruzione è legge: via libera del Consiglio Ue al testo che obbliga a punire l’abuso d’ufficio proviene da Il Fatto Quotidiano.


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