Abruzzo

la denuncia di Europa Verde Frentania


“In questi giorni di caldo intenso, con temperature superiori ai 35 gradi, a Lanciano risultano operativi numerosi cantieri”. È quanto denunciano Rita Aruffo e Stefano Luciani di Europa Verde Frentania, che richiamano il divieto di lavorare nelle ore più calde come stabilito da un’ordinanza firmata dal presidente Marco Marsilio, su proposta degli assessori Magnacca, Verì e Imprudente.

Per tutelare i lavoratori dei settori edile e agricolo dall’emergenza caldo, l’ordinanza dispone la sospensione delle attività lavorative nelle ore più calde della giornata, dalle 12.30 alle 16, fino al 31 agosto. La violazione delle disposizioni comporta le sanzioni previste dall’articolo 650 del Codice penale, con l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro. Una sanzione che appare ben poca cosa se rapportata al valore della vita e della salute dei lavoratori.

A Lanciano, secondo gli esponenti di Evf, risulterebbero operativi diversi cantieri, proprio nelle ore considerate più calde. “Secondo le segnalazioni di diversi cittadini, confermate anche da nostre osservazioni dirette – spiegano Aruffo e Luciani – in molti casi i lavori sono proseguiti anche durante le ore di divieto, senza alcuna apparente misura di tutela per i lavoratori, costretti a operare sotto il sole cocente e, in alcuni casi, a contatto con materiali ad altissima temperatura, come l’asfalto. È ragionevole ritenere che le temperature effettivamente sopportate da chi lavora in queste condizioni possano superare i 60 gradi. Gli organi di controllo, evidentemente, non sono presenti in maniera sufficiente. Tuttavia, riteniamo che anche l’amministrazione comunale debba fare la propria parte, segnalando le eventuali violazioni dell’ordinanza, soprattutto quando i lavori si svolgono su suolo pubblico”.

Lavoratori in attività sarebbero stati segnalati in via Rosato, piazza D’Amico, corso Bandiera e via Monte Maiella durante la fascia oraria interessata dal divieto. “La quasi totalità dei cantieri edili osservati continua a lavorare anche nelle ore vietate, senza che risultino interventi di controllo – afferma Europa Verde Frentania – Il rischio è che ordinanze di questo tipo, se non vengono fatte rispettare o se le violazioni non vengono adeguatamente segnalate e sanzionate, si trasformino in meri strumenti di propaganda: provvedimenti che, sulla carta, tutelano i lavoratori, ma che nella pratica finiscono per proteggere soltanto l’immagine dell’ente che li ha emanati, senza incidere realmente sulle condizioni di lavoro. Far lavorare persone all’aperto, sotto il sole, con temperature così elevate, è profondamente disumano. Se con queste condizioni climatiche è difficile persino uscire di casa o lavorare in un ufficio, è facile immaginare quanto possa essere gravoso operare per ore all’aperto, esposti al sole e al calore emanato da macchinari e materiali, senza un’adeguata tutela della salute”.

L’ordinanza regionale individua come riferimento il portale Worklimate, realizzato con la collaborazione di Inail, per stabilire le giornate caratterizzate da un rischio elevato per i lavoratori esposti al caldo. “Sia giovedì 6 agosto sia venerdì 7 agosto – continuano Aruffo e Luciani – risultano classificati come giorni ad alto rischio. Eppure, anche in queste giornate, molti lavoratori hanno continuato a operare tra le 12.30 e le 16, proprio nella fascia oraria in cui il divieto avrebbe dovuto garantire loro la massima tutela”.


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