Abruzzo

“La città ha un potenziale immenso ma non sfruttato. Basta giocare in difesa”


Toni diretti, linguaggio semplice, forte richiamo all’orgoglio cittadino e ai problemi quotidiani. Olinto Amoroso entra nella corsa a sindaco con la lista Rinascita per Chieti partendo da una convinzione precisa: il capoluogo teatino possiede risorse enormi, ma da troppo tempo non riesce a valorizzarle.

Nel corso dell’intervista Amoroso parla di una città in declino da anni, frenata da opere incompiute, carenza di servizi, scarso decoro urbano e assenza di una visione complessiva. Ma allo stesso tempo descrive una città che, a suo giudizio, potrebbe tornare protagonista puntando su turismo culturale, lavoro, università, commercio e qualità della vita.

Il candidato indica alcune priorità immediate: abbattimento delle barriere architettoniche, rafforzamento dei servizi sociali, rilancio del centro storico, riapertura del distretto sanitario di Chieti Scalo e recupero della centralità politica della città.

Perché ha deciso di candidarsi a sindaco proprio in questo momento?

Sinceramente avevo ricevuto delle proposte già cinque anni fa, ma per motivi familiari avevo preferito declinare. Mi ha convinto vedere la mia città in queste condizioni. Chieti ha un potenziale praticamente immenso, ma non viene sfruttato. Anzi, stiamo lentamente scendendo a un livello sempre più basso. Questa è stata la scintilla decisiva. Io non nasco come professionista della politica. Mi muove soprattutto il desiderio di vedere Chieti rialzarsi.

Come descrive lo stato attuale della città?

Lo stato attuale è sotto gli occhi di tutti. Veniamo da circa dieci anni di governo di centrodestra e sei di centrosinistra, ma il declino era iniziato anche prima. C’è una città che ha perso slancio, che fatica nei servizi, che appare trascurata e che spesso non riesce a valorizzare le proprie risorse. 

Le priorità sarebbero tante, ma la prima cosa è conoscere con precisione la reale situazione economica del Comune. Perché senza sapere davvero quali risorse ci sono e quali margini esistono, diventa difficile programmare interventi seri. Servono azioni mirate su barriere architettoniche, commercio, dissesto idrogeologico, manutenzione e servizi. Chieti oggi è martoriata su più fronti.

Il centro storico appare uno dei punti più in sofferenza. Da dove ripartirebbe?

Sì, insieme alle periferie più estreme è probabilmente la zona che soffre di più. C’è spopolamento continuo e chiusura costante di attività commerciali. Noi dobbiamo sfruttare al massimo le potenzialità di questa città. Per assurdo, Chieti potrebbe vivere soltanto di turismo. Abbiamo un patrimonio archeologico, culturale e paesaggistico enorme. Abbiamo tutto ciò che serve per essere attrattivi.

Abbiamo il Teatro Marrucino, due musei archeologici nazionali, Piazza San Giustino, gli ipogei, un centro storico importante. Manca un sistema vero. Manca una promozione coordinata. Manca l’idea di città turistica. Se una persona arriva all’Aeroporto d’Abruzzo, Chieti praticamente non esiste. Non c’è un infopoint, non c’è una promozione forte della città.

Ha insistito anche sul tema del verde pubblico.

Sì, perché abbiamo spazi importanti che meritano attenzione. La Villa Comunale di Chieti nella parte alta e il Parco Fluviale nella parte bassa. Necessitano di riqualificazione e cura. In particolare il parco fluviale versa in una situazione di forte abbandono.

Passiamo a Chieti Scalo. Il distretto sanitario è un tema molto sentito.

Assolutamente sì. È stato chiuso anni fa e da allora non è stato riaperto. La competenza principale è dell’Asl Lanciano Vasto Chieti, ma il Comune può fare molto, ad esempio mettendo a disposizione immobili o soluzioni praticabili. 

Si potrebbero sviluppare anche le Case di Comunità previste dalla normativa. L’Ospedale Santissima Annunziata oggi presenta forti criticità sul piano logistico. Ogni mattina ci sono code, problemi di accesso e parcheggi insufficienti. Nel 2015 era stata avanzata una proposta per un nuovo parcheggio. Sono passati molti anni e ancora non si vede nulla.

Lei immagina una nuova mobilità cittadina.

Sì. C’è un asse naturale che parte dallo scalo ferroviario di Madonna delle Piane, passa per il campus universitario, l’ospedale e arriva al colle. Con collegamenti moderni, mezzi urbani green, trasporti efficienti che uniscano davvero parte alta e parte bassa.

Ha usato una frase molto chiara: basta giocare in difesa.

Sì. Chieti è pur sempre un capoluogo di provincia e deve smettere di subire decisioni prese altrove o a vantaggio di altri territori. Serve una politica propositiva, costruttiva, capace di difendere gli interessi della città con serietà.

Anche nella parte alta il tema parcheggi resta cruciale.

Assolutamente sì. Trovare parcheggio a Chieti oggi è quasi impossibile. C’è Piazza Garibaldi in riqualificazione, il Terminal Gran Sasso chiuso, la scala mobile smantellata. Il tunnel con ascensore è chiuso da anni. Inaugurazioni, fotografie, annunci: abbiamo visto di tutto, ma l’opera non è utilizzabile. Una città già complessa dal punto di vista morfologico non può permettersi opere ferme o incompiute.

Come si trattengono giovani e famiglie?

Con una sola parola: lavoro. Lavoro stabile, legato al microcommercio del centro, al turismo enogastronomico, al turismo culturale e archeologico. Noi abbiamo tutti gli ingredienti per preparare una pietanza di prima scelta. Dobbiamo solo assemblarli meglio.

Il decoro urbano resta un tema centrale.

Sicuramente è una delle prime materie da affrontare. Sarebbe scorretto dare numeri casuali. Bisogna prima entrare, capire la situazione economica reale del Comune e poi agire. Con tecnici capaci di elaborare piani seri su verde pubblico, strade e dissesto idrogeologico.

Lei non ha precedenti esperienze politiche. È un vantaggio?

Dal punto di vista tecnico potrebbe sembrare uno svantaggio, ma con una squadra nuova e competente può diventare un vantaggio. Il nostro programma si basa su quattro pilastri: la Chieti Archeologica, la Chieti Ecologica, la Chieti Universitaria e la Chieti Industriale. Sono obiettivi concreti, perché il programma è stato costruito anche con consulte tecniche.

Che giudizio dà del mandato che si chiude?

L’amministrazione uscente si è trovata davanti una situazione debitoria pesante, quindi non è stata agevolata. Però dopo sei anni la città non brilla, anzi sotto certi aspetti è peggiorata. La ricetta magica forse non esiste, ma servono più lavoro, passione e serietà.

In caso di ballottaggio esclude accordi?

Noi siamo nati come lista civica indipendente e trasversale. Oggi pensiamo al primo turno e a una campagna elettorale corretta e sincera. Se ci sarà un ballottaggio valuteremo allora, restando liberi da logiche di partito.

Un impegno concreto nel primo anno?

Mi piacerebbe affrontare subito l’abbattimento delle barriere architettoniche e potenziare i servizi sociali. Perché ci sono persone che vivono la città con sofferenza quotidiana.

Come immagina Chieti tra cinque anni?

Più curata, con impianti sportivi migliori, scuole più sicure e una città che abbia riconquistato il proprio ruolo di capoluogo.

Chi è Olinto Amoroso fuori dalla politica?

Ho 51 anni, lavoro nel settore della sicurezza privata da 28 anni. Collaboro da circa vent’anni con un sindacato e questo mi ha avvicinato molto ai problemi reali delle persone. Sono sposato e ho due figlie, una di 10 anni e una di 17.

Da tifoso segue molto il Chieti calcio.

Sì, ed è una piaga aperta. I tifosi sono stanchi di illusioni e promesse. Molti che si avvicinano non sono imprenditori, ma prenditori. Basta giocare con la passione dei tifosi.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »