Maradona era bipolare e narcisista: lo rivela lo psicologo al processo sulla morte del Pibe
Diego Maradona soffriva di disturbo bipolare e disturbo narcisistico di personalità. Durante il processo per la scomparsa del campione argentino, morto nel 2020 a 60 anni, è stata per la prima volta mostrata una cartella psichiatrica del Pibe. Carlos Diaz, psicologo, specialista in dipendenze e uno dei sette membri dell’équipe medica sotto processo per potenziale negligenza nella cura della stella del calcio, ha testimoniato al tribunale di San Isidro, Buenos Aires: “Nel caso di Maradona, oltre alla dipendenza da alcol e psicofarmaci, abbiamo dovuto curare il disturbo bipolare e il disturbo narcisistico di personalità“. È la prima volta che uno specialista menziona pubblicamente una diagnosi di disturbo mentale del campione.
Era dipendente ma voleva cambiare
Diaz ha affermato in aula di aver conosciuto Maradona appena un mese prima della sua morte e di aver percepito in lui “un reale desiderio di cambiamento” riguardo alle sue dipendenze da alcol e droghe. Il suo unico ruolo nell’entourage della star, sosteneva, era quello di accompagnarlo in un programma volto a raggiungere l’astinenza, che a suo dire aveva funzionato. “Maradona faceva uso di droghe ogni giorno, e dopo 23 giorni è risultato pulito senza assumere alcuna sostanza. Il referto tossicologico lo ha dimostrato”.

Maradona è morto il 25 novembre 2020, a causa di una crisi cardiorespiratoria associata a edema polmonare, da solo nel suo letto in una residenza affittata per il ricovero domiciliare, dove si stava riprendendo da un intervento di neurochirurgia senza complicazioni.
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