Giorgio Schenone, chi è l’addetto agli arbitri dell’Inter coinvolto nell’inchiesta su Rocchi
Giorgio Schenone è il nome spuntato nell’inchiesta arbitri, al centro dell’intercettazione che ha portato Gianluca Rocchi all’avviso di garanzia per frode sportiva in concorso e all’autosospensione da designatore.
Ex assistente di linea
Schenone è dal 2020 quello che si definisce tecnicamente il club referee manager dell’Inter, l’addetto agli arbitri: è cioè la figura operativa che per il club tiene i rapporti con i direttori di gara partita per partita. È stato, dal 2009 al 2020 assistente di lineae Avar tra Serie A e B.


In campo ha fatto spesso il guardalinee nelle gare dirette con Rocchi, era uno dei suoi preferiti. Tante le trasferte europee nella stessa squadra arbitrale.

Cosa fa
L’addetto agli arbitri è una figura introdotta di recente dalla Federcalcio.Non è una figura obbligatoria – non tutti i club lo hanno – e non ci sono più neanche corsi a Coverciano di formazione: c’erano prima del Covid, poi sono scomparsi.


Il suo compito è operativo. Fa da raccordo tra i club e l’Associazione. Insegna le regole ai calciatori, come cambiano e come discuterne in campo con il direttore di gara. Spiega loro come dirige l’arbitro che incontreranno. E dopo la gara perché ha preso quella decisione. Aiuta nell’analisi degli episodi e degli interventi del Var. Il giorno della partita si fa accoglienza della squadra dei direttori di gara, li accompagna in spogliatoio, organizza il rientro, fa in modo che nessun dirigente entri nello spogliatoio dell’arbitro.

Non può parlare con il designatore: se c’è bisogno di chiedere una spiegazione il loro contatto di riferimento è il responsabile indicato dalla CAN: fino alla scorsa stagione, stagione 2024/25, era Riccardo Pinzani, da quest’anno è Andrea De Marco.
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