Cultura

Keep The Fire Burning – Le voci femminili del soul (1968-1982)

Le migliori voci femminili nella storia del soul sono le protagoniste incontrastate di “Keep The Fire Burning”, un nuovo cofanetto in tre CD e 68 tracce della Strawberry Records (etichetta satellite della Cherry Red) curato dal giornalista musicale David Nathan, uno dei massimi esperti mondiali in campo rhythm and blues oltreché cofondatore della Soul City Records.

Il soul è il cuore pulsante di questa mastodontica antologia, ma il perimetro è ben più largo: si va dal blues al rock, passando per funk, jazz, disco e pop. E tutto quello che sta nel mezzo.

Il periodo preso in esame non è casuale. Tra il 1968 e il 1982 l’America viene scossa dalla seconda ondata femminista, dal black power e dalla lotta per i diritti gay. Queste canzoni, a modo loro, sono la colonna sonora di quegli eventi epocali: che si tratti di ruvido R&B, soul patinato o funk indiavolato, di dolci ballad o scatenati pezzi da pista da ballo, c’è sempre un filo comune a unirle. Un’idea di emancipazione: il desiderio di farsi valere con brani scritti, arrangiati e interpretati così bene da superare la prova del tempo.

I nomi grossi ci sono tutti. Aretha Franklin, Chaka Khan, Tina Turner, Dionne Warwick, Patti LaBelle, Roberta Flack, Dee Dee Bridgewater, Etta James, Mavis Staples… Non mancano però cantanti altrettanto talentuose ma meno fortunate dal punto di vista commerciale, finite nel dimenticatoio col trascorrere dei decenni e in parte “salvate” da quel fenomeno straordinario che fu il Northern Soul in Inghilterra (Bettye Swann, Barbara Lewis, Judy Clay, Toby Lark…).

La quantità del materiale, ripescato dai ricchissimi cataloghi Warner (Atco, Atlantic, Calla, Cotillion, Elektra e Reprise), è imponente. Ma lo è anche la qualità delle registrazioni, con arrangiamenti impeccabili, sessionmen e band di primo livello, voci pazzesche che sputano fuori grinta ed emozioni di ogni tipo.

Il buon David Nathan non si è accontentato delle solite dive intoccabili, ma ha scavato a fondo tra le rarità più sorprendenti. Ed è qui che il box set diventa davvero prezioso. Ma bando alle ciance: ecco a voi dieci deep cuts tratti da “Keep The Fire Burning”, tra B-sides e inediti rimasti a lungo nei cassetti:

JUDY CLAY
I Gotta Love Somebody’s Baby

Il brano, registrato nel 1969, venne pubblicato ufficialmente solo nel 1995, su un CD antologico.

DEE DEE WARWICK
Rescue Me

Questa cover del brano di Fontella Bass, registrata nell’ottobre del 1970, è rimasta chiusa negli archivi della Atlantic per decenni, e ha visto la luce per la prima volta solo nel giugno del 2006.

IRMA THOMAS
A Song With No Name (aka Song For Jim)

Registrato nel settembre del 1972, il brano fu scartato dalle sessioni per la Cotillion Records e rimase del tutto inedito fino al 2014, anno della pubblicazione di “Full-Time Woman”, l’album “perduto” di Thomas.

MARGIE JOSEPH
It’s Growing

Inciso nel 1972, pubblicato per la prima volta solo nel 2006 nella compilation “Atlantic Unearthed: Soul Sisters”.

JACKIE MOORE
Joe

Un brano di Jackie Moore registrato nella primavera del 1972 ma rimasto fuori da tutte le pubblicazioni ufficiali della cantante americana scomparsa nel 2019. Una rarità assoluta qui disponibile per la prima volta, dopo essere stata scartata per errore da un’antologia della Atlantic nel 2014. Su YouTube si trova una versione più recente del brano, inclusa nel disco “I’m On My Way” (1979).

DIONNE WARWICK
One Last Memory

Un’elegante ballad registrata a metà degli anni ’70 in occasione delle sessions dell’album “Track Of The Cat” con il produttore Thom Bell. La canzone venne accantonata e pubblicata ufficialmente per la prima volta solo nell’estate 2013.

BETTYE SWANN
I Want Sunday Back Again

Il brano fu archiviato subito dopo l’abbandono delle scene musicali da parte della cantante. La prima pubblicazione ufficiale avvenne soltanto nel settembre 2015, esattamente trent’anni dopo la registrazione, in occasione del ritorno in attività di Bettye Swann.

BARBARA LYNN
(Daddy Hot Stuff) You’re Too Hot To Hold

Considerata una gemma nascosta del sister funk, questa canzone del 1972 venne relegata unicamente al ruolo di B-side del singolo “You Better Quit It” e mai valorizzata a dovere dalla Atlantic.

LULU WITH THE DIXIE FLYERS
Goodbye My Love, Goodbye

Una B-side del singolo del 1971 “Everybody Clap”, registrata a Miami con i Dixie Flyers e mai inclusa in nessun album della cantante scozzese (i più “giovani” la ricorderanno per il duetto con i Take That su “Relight My Fire”).

ARETHA FRANKLIN
Spanish Harlem (Alternate Mix)

Questa specifica versione alternativa di “Spanish Harlem” è rimasta sconosciuta al pubblico per cinquant’anni. È stata estratta dagli archivi solo nel luglio 2021, quando venne pubblicata nel box set postumo “Aretha”.


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