Toscana

Jovanotti sul palco di Rondine. L’incontro con Migliavacca, la richiesta di una benedizione e poi spazio alla musica

Prima un ringraziamento e un omaggio a Franco Vaccari, fondatore di Rondine. Poi l’invito a monsignor Migliavacca – presente tra il pubblico – a salire sul palco per benedire i giovani presenti. Jovanotti ha lasciato così la sua impronta nella Cittadella della Pace e nel ricordo di tutti coloro che oggi hanno partecipato all’intensa giornata conclusiva di YouTopic Fest 2026.

Ancora prima di cantare una nota l’artista, salito sul palco per la serata conclusiva di “Destinazione Pace. Musica e voci dal mondo insieme contro le guerre”ha acceso l’entusiasmo delle oltre mille persone presenti a Rondine. Ha ringraziato Vaccari e tutto lo staff che ogni giorno porta avanti il progetto: “Avete già fatto una quindicina di applausi a Franco negli ultimi venti minuti – ha detto scherzando – ma tutta questa cosa bella che ci ha chiamato qui è frutto della sua volontà e della sua immaginazione. Poi lui coinvolge gli altri, perché è un martellone: quando comincia a telefonarti non ti molla più. Però bisogna fare così se vuoi ottenere dei risultati”. 

Jovanotti a Rondine (3)

L’invito accolto dal vescovo

Poi si è rivolto al vescovo di Arezzo, monsignor Andrea Migliavacca, che era presente tra il pubblico, improvvisando un momento che resterà nella storia della manifestazione. “C’è anche il vescovo! Vescovo, venga qua – ha detto -. Benedica il popolo! Gliela diamo una benedizione a questi disgraziati? C’abbiamo bisogno, dai, di questi tempi”. Tra le risate generali, il cantante ha continuato: “Ragazzi, è il vescovo, mica tutti i giorni arriva il vescovo. Sotto il Papa c’è il vescovo, eh… nella gerarchia!”. 

Monsignor Migliavacca non si è fatto attendere. Il suo legame con le giovani generazioni è strettissimo, e così è salito sul palco raccogliendo l’invito del cantautore e ha pronunciato la sua benedizione: “Ci benedica la vita, quella che noi abbiamo, quella che viene dalla grandezza dei cieli e quella che ci ritroviamo nel cuore”.

Il vescovo – come riporta AdnKronos ha poi richiamato il valore della spiritualità, dell’interiorità, dell’ascolto e del silenzio, auspicando che proprio da Rondine possa partire un messaggio capace di raggiungere il mondo intero: “Questa benedizione che parte da Rondine si estenda come un oceano e raggiunga tutto il mondo con il nome di pace”. Parole accolte da un lungo applauso, in perfetta sintonia con lo spirito della manifestazione dedicata al dialogo e alla convivenza.

Il momento della musica

Quindi spazio alla musica. Jovanotti ha salutato amici e parenti presenti tra il pubblico, la sorella Anna che festeggiava il compleanno, la moglie, i suoceri arrivati da Cortona e tanti volti familiari, creando un’atmosfera da grande riunione di famiglia più che da concerto. 

Accompagnato dall’Orchestra Instabile di Arezzo, ha così regalato al pubblico alcune delle sue canzoni più amate, da “Mi fido di te” a “Viva la libertà” fino a “Le tasche piene di sassi”. Ma prima di lasciare spazio alle note, ha voluto consegnare un ultimo pensiero sul significato di Rondine. “La pace, ha detto, non consiste nel fuggire dai conflitti, “ma nell’imparare ad attraversarli e a trasformarli in occasione di dialogo”.

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