Emilia Romagna

Due notti di risse, aggressioni e incendi: 12 agenti feriti


Ancora violenze nel carcere della Dozza di Bologna. Due notti segnate da risse, aggressioni e incendi all’interno della Casa circondariale “Rocco D’Amato”, con una dozzina di agenti della polizia penitenziaria costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Le prognosi, secondo quanto riferisce la UIL F.P. Polizia Penitenziaria, vanno dai 2 ai 40 giorni.

A denunciare quanto accaduto è Domenico Maldarizzi, segretario nazionale del sindacato, che torna a lanciare l’allarme sulle condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto bolognese e, più in generale, nelle carceri italiane: “Siamo di fronte all’ennesimo episodio che conferma come le carceri italiane siano ormai giunte a un livello di criticità non più sostenibile – afferma Maldarizzi – I nostri agenti continuano a garantire ordine e sicurezza con straordinario senso dello Stato, ma vengono lasciati soli a fronteggiare detenuti sempre più violenti, spesso senza organici adeguati e con strumenti insufficienti”.

Il sindacato descrive una situazione resa ancora più difficile dal sovraffollamento, dalla carenza di personale e, secondo la UIL, dall’assenza di provvedimenti sufficientemente efficaci nei confronti dei detenuti protagonisti di condotte violente: “Oggi – prosegue Maldarizzi – un poliziotto penitenziario entra in servizio senza sapere se riuscirà a tornare a casa illeso. Questa è una realtà indegna di un Paese civile e non può essere considerata la normalità”.

Da qui la richiesta di interventi immediati per aumentare la sicurezza negli istituti. “Non possiamo più accettare – continua il segretario nazionale – che chi aggredisce appartenenti alle Forze di Polizia continui a farlo praticamente senza conseguenze. È necessario individuare circuiti detentivi specifici per i detenuti più violenti, garantire la certezza delle sanzioni disciplinari e penali e rafforzare immediatamente gli organici della Polizia Penitenziaria”.

L’appello viene rivolto al ministro della Giustizia, al sottosegretario con delega all’Amministrazione penitenziaria, al capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e alle altre istituzioni competenti.

“Non servono più passerelle istituzionali o dichiarazioni di circostanza. Servono decisioni, risorse e responsabilità. Ogni giorno che passa aumenta il rischio che un collega subisca conseguenze ancora più gravi. Lo Stato ha il dovere di tutelare chi, ogni giorno e in silenzio, garantisce la sicurezza delle carceri e, con essa, quella dell’intera collettività. La Polizia Penitenziaria merita rispetto, tutele e sicurezza. Non è più il tempo delle promesse: è il tempo dei fatti” conclude Maldarizzi.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »