Investito e ucciso in A14, il conducente del Doblò patteggia un anno. Il 57enne Giovanni Corradetti di Grottammare era sceso dopo aver forato

GROTTAMMARE Morì dopo essere stato investito in A14, il conducente del Doblò patteggia un anno di reclusione pena sospesa. Disposta la sospensione della patente per quattro mesi. Si è celebrata ieri mattina in Tribunale a Macerata l’udienza preliminare a carico di Giacomo Ferretti, 49enne di Grottammare, accusato di omicidio stradale.
La ricostruzione
L’incidente era avvenuto il 3 settembre del 2024 nel tratto tra Civitanova e Porto Recanati. Quella mattina Giovanni Corradetti, 57enne di Giulianova, stava percorrendo l’autostrada in direzione Nord a bordo della sua Fiat Tipo quando fu costretto a fermarsi sulla corsia di emergenza per una gomma forata. Era sceso a controllare il danno quando fu travolto da un Fiat Doblò e sbalzato di oltre 70 metri. Corradetti morì sul colpo. Sul posto intervennero 118 e polizia stradale. Furono eseguiti i controlli del caso sul conducente del Doblò che risultò negativo a tutti gli accertamenti.
Ieri i familiari della vittima, tra cui la moglie, il figlio e una nipote, si sono costituiti parte civile con gli avvocati Pasquale Perticara e Gennaro Cozzolino. Presente anche l’avvocato Michele Boldrini per l’assicurazione chiamata quale responsabile civile. Ferretti, tramite l’avvocato Pietro Antonio Siciliano, ha concordato con il pm Stefania Ciccioli un patteggiamento a un anno di reclusione, pena sospesa, e quattro mesi di sospensione della patente.
L’incidente avvenne in un tratto rettilineo in condizioni di visibilità ottimali, con un fondo stradale asciutto e senza anomalie. Per l’accusa Ferretti, senza prestare la dovuta attenzione, aveva invaso la corsia di emergenza. Per la difesa, Corradetti quando era sceso dall’auto non aveva indossato il giubbotto catarifrangente e si trovava sulla linea bianca discontinua che delimita il margine della carreggiata.




