Interviste impossibili” ma desiderate … al Teatro Tordinona
Appuntamento alle “Interviste impossibili. Dalla Radio al Palcoscenico” (demiurghi Laura De Luca e Renato Giordano) al Teatro Tordinona (Roma via degli Acquasparta 16), il 5 maggio 2026 ore 21– con la regìa di Renato Giordano.
Socrate e Lenin animeranno il settimo appuntamento delle “Interviste Impossibili” per mezzo di un salto temporale, ma soprattutto attraverso l’imperdibile riadattamento interpretativo scenico con l’ausilio di grandi riferimenti culturali e storici quali il filosofo Lucio Saviani e lo storico Franco Cardini, attraverso l’interpretazione degli attori Edoardo Siravo, Gabriella Casali ed Ennio Coltorti.
Stavolta dominano la scena due giganti della politica e della filosofia, divisi temporalmente da 25 secoli ma così attuali: Socrate e Lenin. E il 5 maggio appare come l’esito di una congiunzione astrale, data fatale della morte di Napoleone Bonaparte (che non c’entra nulla, al momento, ma potrebbe, a sua volta essere un personaggio della prossima Stagione).
Il potere della mente e della ragione è il tratto distintivo comune di Socrate e Vladimir Il’ič Ul’janov detto Lenin. Entrambi, a loro modo, lo dominano: in Socrate, per la prima volta nella storia del pensiero, tralasciando la filosofia dalle radici scientifiche dei suoi predecessori, si dà spazio alla ricerca morale pacifica e interiore, ed in questo appare un rivoluzionario per i suoi contemporanei, tant’è che pensano di farlo tacere condannandolo a morte.
Lenin, invece, è consapevole dell’uso della rivoluzione come atto di sovvertimento politico per dare potere al popolo oppresso dall’autocrazia zarista: non prevedeva, probabilmente di sostituirla a un’altra autocrazia, nominalmente del popolo.. Entrambi mettono al centro del loro pensiero l’uomo. Anzi, l’Uomo, liberato usando la forza della parola e del pensiero.
Gli intervistatori/autori, saranno rispettivamente il filosofo Lucio Saviani e lo storico Franco Cardini. Da par suo, Socrate utilizzerà l’ironia per ragionamenti provocatori che mettono a nudo i gangli della ragione e compulsano l’intervistatore, ricordandogli la fondamentale nonché disattesa preminenza del dialogo. Con un coup de theatre, piomberà in scena introducendo ulteriori, inattese evoluzioni del dialogo la sorprendente Santippe (vituperata bisbetica, secondo la tradizionale misoginia degli antichi greci, o voce fuori dal coro e della coscienza femminile?).
Edoardo Siravo e Gabriella Casali interpreteranno i due personaggi. Il Lenin, frutto dell’autorevole mente e voce di Franco Cardini, si misurerà con la sorte del socialismo reale da lui vagheggiato e con le involuzioni del nostro tempo, tragicamente dimentiche dell’utopia di Marx. Il primo Presidente del Consiglio dei Commissari del Popolo dell’Unione Sovietica, utopistico e pratico al tempo stesso, sarà interpretato da Ennio Coltorti.
Le “Interviste impossibili” ebbero inizio nella seconda rete radiofonica Rai andate in onda nel 1974 (primo ciclo) e nel 1975 (secondo ciclo) curato da Lidia Motta, in cui uomini di cultura contemporanei reali fingevano di trovarsi a intervistare 82 “fantasmi redivivi” di persone appartenenti a un’altra epoca, impossibili da incontrare nella realtà, da qui il titolo. L’editore Bompiani ne aveva pubblicato poi una prima selezione nel 1975 e una seconda selezione nel 1976. Seguirono altre pubblicazioni ed altri eventi mediatici.
L’”immaginazione al potere” si diceva in anni non troppo lontani, ma forse qualcosa di più e qualcosa di concreto o almeno di stabile, oggi che tutto sembra mescolarsi e scivolare nella liquidità (che Zygmunt Bauman ha fotografato così bene) così abbiamo bisogno di punti di riferimento con i quali confrontarci, considerato l’incredibile successo nel tempo di questa formula narrativa. Recuperare la storia con l’emotività carismatica di incontri impossibili ma desiderati (forse necessari) sembra ormai essere un’ambizione irrinunciabile.
Ma ricordiamo che il testimone delle “Interviste Impossibili” (quando diversi anni dopo che non andarono più in onda in Rai) fu raccolto da Laura De Luca per Radio vaticana e ne andarono in onda decine e decine, da cui nacquero anche altri libri. Poi, col Teatro Tordinona e Renato Giordano si cominciò a metterle in scena, forse il luogo più adatto per vederli e sentirli parlare dal vivo questi personaggi storici con i quali avremmo desiderato confrontarci.
Laura De Luca, per tredici anni, dieci da Radio Vaticana, di cui è stata caporedattore dei servizi culturali della sezione italiana, tre sul palcoscenico del Teatro Tordinona, – antico teatro romano, di cui è dominus il regista Renato Giordano, ha creato, indirizzato ed è stata l’Eminenza grigia di un numero infinito di “Interviste impossibili”, genere di meta-teatro e di meta-letteratura che si palesò alla RAI grazie al fiuto di Andrea Camilleri e di Lidia Motta e coinvolse fra gli autori più importanti della letteratura del ‘900 e grandi attori, in due cicli fra il 1974 e il 1975.
Laura De Luca ripropose il meccanismo a Radio Vaticana, come “Faccia a faccia improbabili”, attraendo anche lei importanti personalità dell’universo culturale come autori dei testi e attori e attrici di straordinario impatto. Anzi, Laura introdusse un’importante variante: non più solo personaggi storici, ma anche quelli della letteratura o addirittura la voce di oggetti ed altro.
In dieci anni infine, sulla stessa falsariga, si passò dalla radio al palcoscenico. Così, la Signora delle Interviste impossibili ci narra di questo spicchio di mondo che fa rivivere – o addirittura vivere, allorché si parla di personaggi della letteratura o della tradizione popolare – chi eravamo rassegnati a non incontrare mai, diventati infine materia di una serie di libri per vari editori, per una seconda vita.
Martedì 5 maggio ore 21.00, Teatro Tordinona – Roma via degli Acquasparta 16.
Per Informazioni: 3939726276
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