Basilicata

Teorema, resta in carcere l’ex vicepresidente della Provincia di Crotone Fabio Manica

Il Riesame conferma le misure emesse nell’inchiesta Teorema per le tangenti alla Provincia di Crotone, Manica resta in carcere


CROTONE – Restano in carcere Fabio Manica, ex vicepresidente della Provincia di Crotone, e l’ingegnere Giacomo Combariati, rappresentante della Sinergyplus srl, considerato suo referente operativo. Sono i principali indagati nell’inchiesta su un presunto giro di tangenti che ha portato nelle settimane scorse all’operazione Teorema. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha respinto le richieste di revoca delle misure cautelari che erano state avanzate dagli avvocati Roberto Coscia e Francesco Gambardella (per Manica) e Antonio Domenico Rizzuto (per Combariati). Confermato anche il divieto di dimora in provincia di Crotone per l’avvocato Francesco Manica, fratello di Fabio Manica, assistito dall’avvocato Gianluca Marino.

LA DIFESA: ILLECITI, NON CORRUZIONE

In particolare, la difesa di Fabio Manica, pur ammettendo che i fatti contestati rappresentano degli illeciti, nega che si sia configurata l’ipotesi di corruzione. Sempre secondo le argomentazioni della difesa, le ipotesi a carico degli indagati rientrerebbero nella fattispecie dell’abuso d’ufficio ormai abrogata. Ci vorranno 45 giorni per conoscere le motivazioni dei provvedimenti. Dopo di che, la difesa potrebbe ricorrere per Cassazione.

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IL SISTEMA

Rimane intatto, per il momento, l’impianto dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip Assunta Palumbo in accoglimento delle richieste del procuratore Domenico Guarascio e della sostituta Rosaria Multari. Secondo l’accusa, gli indagati avrebbero fatto parte, insieme ad altri, di un’associazione per delinquere dedita a reati contro la pubblica amministrazione. Tra gli altri reati contestati a vario titolo quelli di corruzione, falso, frode nelle pubbliche forniture, truffa aggravata. Nelle pagine firmate dalla gip, che ha emesso cinque misure cautelari, emerge, in particolare, la figura di Fabio Manica, noto esponente di FI, non solo come politico di spicco, essendo all’epoca vicepresidente dell’ente, ma come vero e proprio vertice di un’associazione a delinquere capace di piegare gli appalti pubblici alle esigenze della “cassa comune”. Ipotesi, lo ribadiamo ancora una volta, che devono ancora essere sottoposte al vaglio processuale.

ATTESE ALTRE PRONUNCE

Il meccanismo ruotava attorno alla Sinergyplus S.r.l., definita «strumento di commissione del reato», che avrebbe percepito i ricavi provenienti da appalti truccati, affidati in maniera diretta e in assenza di requisiti. Si tratta di interventi di progettazione presso il liceo scientifico “Filolao”, il liceo classico “Pitagora”, gli istituti “lucifero e “Gravina”. Ma l’inchiesta della Guardia di finanza prosegue per verificare se il “sistema” fosse più ampio. Nei prossimi giorni il Riesame dovrà pronunciarsi sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari nei confronti di due professionisti, Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta, difesi dall’avvocata Sabrina Rondinelli.


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