Società

Insegnanti pagati come “figli di un dio minore”, ANIEF: “Dateci 150 euro netti in più al mese. La scuola merita rispetto e dignità economica”

La scuola è da sempre considerata il pilastro della formazione e del futuro del Paese, ma chi ci lavora continua a sentire il peso di un trattamento economico che definire “ingiusto” è quasi un eufemismo. A lanciare l’allarme è il sindacato Anief, che ha presentato una richiesta chiara al Governo: aumentare di 150 euro al mese, a partire dal 2027, l’indennità integrativa speciale per il solo personale scolastico, come primo passo concreto per avviare un processo di perequazione con gli altri rami della pubblica amministrazione.

Il divario che brucia: quasi 1.000 euro in meno al mese

Secondo i dati elaborati dal presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, la situazione è drammatica. “Ai docenti e al personale Ata della scuola mancano quasi 1.000 euro lordi al mese rispetto a quanto viene riconosciuto agli altri dipendenti pubblici”, denuncia Pacifico. Una differenza che non solo penalizza il potere d’acquisto, ma che rappresenta una vera e propria svalutazione professionale per chi opera in uno dei settori essenziali dello Stato.

Il recente secondo rapporto semestrale Aran del 2026 conferma il trend negativo. Mentre nel decennio 2015-2025 il settore privato ha registrato aumenti stipendiali del 16,2%, il pubblico si ferma a una media del 14,9%. Ma è guardando i dettagli che emerge il paradosso: la sanità ha avuto un +15,7%, i ministeri addirittura un +17,7%, mentre scuola ed enti locali si fermano a un misero +13,4%, ben al di sotto dell’inflazione reale che nello stesso periodo è schizzata al +19,8%.

“Perché dobbiamo sottostare a tutto questo? – si chiede Pacifico – Siamo tutti lavoratori dello Stato, ma l’Istruzione e la Ricerca rappresentano servizi essenziali che lo Stato dovrebbe premiare, non punire”.

Cos’è l’indennità integrativa speciale e perché è così importante

L’IIS è una voce storica del cedolino dei pubblici dipendenti, nata nel 1959 come meccanismo di scala mobile per tutelare le retribuzioni dal caro vita. Tuttavia, dal 2003 la sua quota è rimasta congelata, perdendo progressivamente la sua funzione perequativa. Dopo il lungo blocco contrattuale del decennio 2010-2018, mentre gli altri comparti della PA hanno beneficiato di maggiori incrementi, il personale della scuola è rimasto indietro.

Pacifico spiega con un dato eclatante la portata del divario: “Se nel 2000 un docente prendeva mille euro in più all’anno rispetto a un dipendente ministeriale, oggi può arrivare a prenderne fino a 10 mila euro in meno“. Un ribaltamento che testimonia come le risorse stanziate per i rinnovi contrattuali del comparto Istruzione e Ricerca siano state sistematicamente inferiori non solo all’inflazione, ma anche agli incrementi concessi ad altre aree del pubblico impiego.

La proposta: 150 euro in più al mese dal 2027

La richiesta dell’Anief è quindi chiara e mirata: aumentare l’indennità integrativa speciale di 150 euro mensili, a partire dal 2027, per tutto il personale di scuole, università, accademie e conservatori. Un intervento che, secondo il sindacato, rappresenterebbe il primo tassello per ridurre l’attuale gap stipendiale e avviare quella perequazione tanto attesa.

“Il problema – conclude Pacifico – è che invece di recuperare il gap con risorse specifiche e stabili, si continuano a produrre incrementi inferiori al necessario. Con questa proposta vogliamo dare un segnale forte: la scuola merita rispetto e dignità economica, a partire da un trattamento salariale equo come quello degli altri dipendenti pubblici”.

La sfida ora è sul tavolo del Governo. Con l’avvicinarsi del 2027, il sindacato annuncia battaglia per fare in modo che la scuola smetta di essere il “parente povero” della pubblica amministrazione e inizi finalmente un percorso di rivalutazione che parte da uno stipendio più giusto.


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