Piemonte

sospetti legami con gli attacchi No Tav in Valle di Susa

TORINO – Otto studenti francesi, sei uomini e due donne di età compresa tra i 19 e i 28 anni, sono stati fermati dalle forze dell’ordine in Francia lo scorso 23 luglio. Secondo quanto riportato negli ultimi giorni dai media transalpini, tra cui Le Figaro e Le Parisien, sui giovani pende il sospetto di voler raggiungere la Valle di Susa per unirsi ai No Tav e partecipare ad azioni contro i cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

Gli otto, secondo le informazioni provenienti dalla Francia, sarebbero riconducibili a un collettivo studentesco autonomo. Dopo il fermo, i giudici hanno disposto nei loro confronti il controllo giudiziario, lasciandoli quindi a piede libero. La procura aveva invece richiesto la custodia cautelare in carcere.

Il corteo del 25 luglio in Valle di Susa

La vicenda si inserisce nel clima di tensione che ha accompagnato le iniziative No Tav della scorsa estate in Valle di Susa.

Il 25 luglio, al termine del festival culturale e musicale “Alta Velocità”, da Venaus è partito un corteo al quale hanno partecipato migliaia di persone. Secondo i report della Digos, circa 550 manifestanti avrebbero poi preso parte alle azioni contro i cantieri della Tav a Chiomonte e in altre località della valle.

Gli scontri con le forze dell’ordine hanno provocato numerosi feriti. Secondo i dati citati dal sindacato di polizia Fsp, sarebbero stati oltre 130 gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti durante gli episodi del 25 luglio.

La posizione del sindacato Fsp

Le indagini avviate in Francia vengono interpretate dalla Fsp come una conferma della propria lettura delle violenze legate alle proteste No Tav.

«Le indagini in Francia avvalorano una tesi che abbiamo sempre sostenuto: gli attacchi e le violenze non avvengono per fermare la nuova ferrovia Torino-Lione ma solo ed esclusivamente per attaccare lo Stato attraverso le forze dell’ordine», sostiene il sindacato.

Il segretario generale provinciale della Fsp per Torino, Luca Pantanella, parla della Tav come di «una delle scuse di turno per distruggere tutto ciò che rappresenta lo Stato ed il capitale dei privati».

Secondo il sindacato, il livello dello scontro avrebbe raggiunto ormai una dimensione «non più sostenibile con i mezzi attuali».

La richiesta di nuovi strumenti per le forze dell’ordine

La Fsp torna quindi a chiedere al Governo un intervento sulle modalità operative utilizzate durante le manifestazioni considerate a rischio.

«Sono anni che denunciamo l’innalzamento del livello di scontro non più sostenibile con i mezzi attuali», afferma il sindacato, ricordando quanto accaduto in Valle di Susa il 25 luglio.

La Fsp contesta inoltre quelle che definisce posizioni politiche favorevoli alla tutela dei gruppi più radicali del movimento No Tav in nome del diritto di manifestazione e chiede al Governo strumenti e protocolli operativi diversi per consentire alle forze dell’ordine di affrontare situazioni di questo tipo.

Infine, il sindacato sollecita la magistratura a valutare la «pericolosità sociale» dei soggetti coinvolti e l’eventuale configurabilità di un’associazione finalizzata alla rivolta contro lo Stato.

Le accuse e le valutazioni contenute nelle dichiarazioni della Fsp restano, naturalmente, da verificare nell’ambito delle indagini e dei procedimenti giudiziari. Gli otto studenti francesi, al momento, si trovano sotto controllo giudiziario e non in carcere.

Google News
Rimani aggiornato seguendoci su Google News!

SEGUICI

Iscriviti al canale WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »