Puglia

Incendi in Puglia, i numeri di Coldiretti: “Bruciati 12.681 ettari”

Oltre 12.600 ettari bruciati in Puglia, con il territorio dell’Alta Murgia trasformato in uno degli epicentri dell’emergenza incendi, migliaia di ettari di pascoli e campagne percorsi dalle fiamme e aziende agricole costrette a fare i conti con la distruzione di colture, foraggi, recinzioni, strutture e patrimonio produttivo. È quanto ha denunciato Coldiretti Puglia, nel corso dell’incontro al Comune di Gravina in merito agli incendi di questa estate all’interno del Parco dell’Alta Murgia, sulla base dell’analisi dei perimetri rilevati da EFFIS Copernicus.

“Di fronte a numeri di questa portata è limitativo fare la conta degli ettari bruciati e dei danni dopo che le fiamme hanno devastato campagne e aree naturali – denuncia Coldiretti Puglia – perché la prevenzione evidentemente non è stata sufficiente. Quando migliaia di ettari finiscono in fumo, insieme a pascoli, coltivazioni, biodiversità e beni aziendali, significa che bisogna interrogarsi sulla capacità di presidiare il territorio, intercettare tempestivamente i focolai e intervenire prima che un incendio diventi incontrollabile”.

“Al danno si rischia di aggiungere la beffa – aggiunge l’associazione – perché agricoltori e allevatori che hanno già subito la devastazione degli incendi non possono essere ulteriormente penalizzati dalle conseguenze dei vincoli sulle aree percorse dal fuoco. Coldiretti Puglia ha già inviato una richiesta urgente all’assessore regionale all’Agricoltura Paolicelli perché serve un intervento urgente e straordinario per garantire alle aziende colpite una deroga che consenta di continuare ad accedere agli aiuti comunitari e di non perderei i sostegni a causa dell’impossibilità di utilizzare i terreni”.

“Occorre inoltre consentire, nel rispetto delle necessarie condizioni di sicurezza e delle prescrizioni ambientali, la continuità del pascolamento – insiste Coldiretti Puglia – evitando che lo stop imposto sulle superfici incendiate si traduca in un blocco dell’attività per anni. Non è accettabile che un agricoltore o un allevatore, dopo aver perso pascoli, foraggi, colture e strutture aziendali a causa del fuoco, debba subire una seconda penalizzazione, vedendosi negare anche la possibilità di produrre, pascolare e mantenere i requisiti per i contributi. Sarebbe una vera e propria beffa sulla pelle di aziende già duramente colpite”.




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