Toscana

“La salute non è in vendita”


“La salute non è in vendita”. È questo lo slogan scelto da Alternativa Comune per il presidio organizzato giovedì 11 settembre alle 18, davanti all’ingresso dell’ospedale San Donato di Arezzo, per difendere il Pronto soccorso e contestare il nuovo modello previsto per la gestione dei codici a minore gravità.

Al centro della protesta c’è il cosiddetto “terzo servizio”, annunciato dalla Regione Toscana, che prevede il coinvolgimento del terzo settore – tra Misericordie, Croce Rossa e Pubbliche Assistenze – nella gestione dei pazienti con codici minori.

Per Alternativa Comune, non si tratta di un rafforzamento della sanità pubblica, ma di un processo di esternalizzazione. Il gruppo sostiene che, di fronte ai circa 64mila accessi annuali al Pronto soccorso del San Donato, la risposta dovrebbe essere un investimento diretto nel personale e nelle strutture, anziché l’affidamento di una parte del servizio a soggetti esterni.

Un altro punto contestato riguarda il personale medico. Secondo Alternativa Comune, i professionisti reclutati per il nuovo servizio non sarebbero dipendenti strutturati, ma opererebbero con rapporti libero-professionali. Una differenza che, secondo il gruppo, si tradurrebbe in minori garanzie sul piano delle tutele, della stabilità e della continuità assistenziale.

La posizione di Alternativa Comune non mette in discussione il ruolo del volontariato e dell’associazionismo. Al contrario, il gruppo ne riconosce il valore nel sostegno sociale e sanitario, ma ritiene che queste realtà non debbano sostituire il personale medico e infermieristico che dovrebbe essere assunto direttamente dal servizio sanitario.

Da qui le richieste avanzate in vista del presidio: assunzioni stabili di medici e infermieri, superamento del tetto di spesa per il personale dipendente, stop alle convenzioni e un maggiore investimento nella medicina territoriale.

Secondo il gruppo, una rete territoriale più forte potrebbe inoltre evitare che i casi meno gravi arrivino al Pronto soccorso, attraverso strutture territoriali realmente operative, comprese le Case della salute.

Alternativa Comune solleva anche una questione economica, sostenendo che il ricorso alle associazioni del volontariato attraverso un contratto possa risultare più costoso dell’assunzione diretta del personale. Un’affermazione che il gruppo considera particolarmente significativa nel dibattito sulle risorse destinate alla sanità.

La protesta si inserisce in una critica più ampia alla programmazione sanitaria regionale. Nel mirino c’è anche la crescente centralizzazione dei servizi, indicata come una delle conseguenze delle scelte organizzative degli ultimi anni. Tra gli esempi citati c’è la riduzione delle chirurgie generali negli ospedali di zona e la concentrazione degli interventi al San Donato.

Alternativa Comune chiede infine quale ruolo resti oggi ai sindaci nella programmazione sanitaria e nella tutela del diritto alla salute sul territorio.

Il presidio di venerdì 11 settembre sarà quindi l’occasione per portare queste questioni davanti all’ospedale aretino. Lo slogan scelto dagli organizzatori riassume la posizione del gruppo: “Il Pronto soccorso non è un esperimento, è un diritto pubblico”.


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