Lazio

in Italia casi su dell’8,9%. Il Lazio è la seconda regione più colpita

La tubercolosi resta sotto controllo, ma i numeri tornano a salire e accendono un campanello d’allarme.

È il quadro tracciato dall’ultimo rapporto epidemiologico del Ministero della Salute: l’Italia si conferma un Paese a bassa endemia, ma nel 2024 i casi registrano un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente.

In totale sono state notificate 3.150 infezioni, pari a un tasso di 5,3 casi ogni 100mila abitanti. Una crescita contenuta, ma significativa, che riporta l’attenzione su una malattia tutt’altro che scomparsa.

Cos’è la tubercolosi e come si trasmette

La tubercolosi, spiegano gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, è una malattia infettiva causata dal batterio Mycobacterium tuberculosis, noto anche come bacillo di Koch. Colpisce principalmente i polmoni, ma può interessare anche altri organi.

La trasmissione avviene per via aerea: basta l’emissione di particelle infette attraverso tosse o starnuti di una persona contagiosa. I sintomi più comuni includono tosse persistente oltre le tre settimane, febbre, sudorazioni notturne, perdita di peso e affaticamento.

Lazio tra le regioni più colpite

Se il quadro nazionale resta sotto la soglia di attenzione, a livello regionale emergono differenze significative. Il Lazio concentra il 12,9% dei casi totali, secondo solo alla Lombardia (19,9%).

Nel 2024, nella regione sono state registrate 406 notifiche, con un tasso di 7,1 casi ogni 100mila abitanti — superiore alla media nazionale. Un dato che evidenzia una maggiore incidenza sul territorio.

I dati nel dettaglio

Un’analisi più ampia arriva dal Servizio regionale per epidemiologia della Regione Lazio, che fotografa il periodo 2020-2023:

1.459 casi complessivi segnalati

65% uomini, 31% donne, 4% bambini

68% dei pazienti di origine straniera, 32% italiani

73% forme polmonari, 12% miste, 15% extrapolmonari

Dal punto di vista territoriale, la maggiore concentrazione si registra nelle aree urbane più popolose, con la Asl Roma 2 in testa per numero di casi, seguita da Roma 3.

Prevenzione e obiettivi futuri

Nonostante i numeri restino lontani da scenari critici, il Ministero invita a non abbassare la guardia. La priorità è rafforzare le attività di prevenzione, diagnosi precoce e cura, con particolare attenzione ai gruppi più vulnerabili.

L’obiettivo è allinearsi alla strategia “End TB” promossa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: per i Paesi a bassa incidenza come l’Italia, il traguardo è scendere sotto i 10 casi per milione entro il 2035, fino ad arrivare a meno di uno per milione entro il 2050.

Un percorso lungo, che richiede continuità negli interventi e attenzione costante. Perché, se è vero che la tubercolosi oggi non rappresenta un’emergenza, è altrettanto vero che non è ancora una malattia del passato.

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