Abruzzo

in Abruzzo bruciati 2.532 ettari di territorio in due mesi


Dal 15 giugno, inizio dell’attività Aib (Antincendio Boschivo), al 15 agosto 2026 in Abruzzo sono andati in fumo 2.532 ettari di territorio pari a 3.546 campi da calcio, gran parte in aree naturali protette, e su un totale di 90.300 ettari bruciati in tutta Italia nello stesso periodo. Tredici gli incendi che si sono sviluppati nel territorio abruzzese, ma i dati sono in continuo aggiornamento: a riferirlo è Legambiente diffondendo i dati aggiornati del suo report ‘Italia in Fumo’.

L’associazione lancia un appello al Governo: più prevenzione, maggiori controlli e sanzioni e un aggiornamento immediato delle linee guida per i Piani Aib delle aree protette nazionali. Ma anche la Regione Abruzzo deve fare di più per la gestione forestale sostenibile del suo territorio di oltre 475 mila ettari di foreste e un indice di boscosità regionale del 44%. A bruciare in questa regione dall’inizio dell’estate sono soprattutto diversi territori ricadenti in aree protette, dal Parco nazionale della Maiella al Parco regionale del Sirente Velino al Parco nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise. Tre polmoni verdi di natura protetta, il primo con 30 anni di storia, il secondo con 37 anno e il terzo ultracentenario dove vivono specie protette tra cui l’orso bruno marsicano.

“Le fiamme che hanno devastato il Monte Morrone, nel cuore del parco nazionale della Maiella, e quelle che nei giorni hanno mandato in fiamme il Parco regionale del Sirente Velino a Lucoli e a Rocca di Cambio, e la pineta nella Valle del Giovenco vicino al piccolo comune di Bisegna (L’Aquila), nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, rappresentano una nuova ferita al cuore naturalistico degli Appennini e dell’Italia. A distanza di un anno dal terribile incendio che la scorsa estate ha colpito il Parco nazionale del Vesuvio, altri parchi nazionali e regionali bruciano per colpi di incendiari e di gente senza scrupoli. E ancora una volta a pagare lo scotto maggiore è l’ambiente e la biodiversità, insieme alle comunità locali che vivono in questi territori. Chiediamo immediatamente che venga fatta luce su quanto accaduto e che sul fronte aree protette si rafforzino i controlli e le sanzioni penali, si rafforzi l’impegno della Regione Abruzzo per il suo patrimonio forestale e si aggiornino le linee guida per i Piani Aib delle aree protette nazionali”, dichiarano Antonio Nicoletti responsabile nazionale aree protette di Legambiente e Donatella Pavone, direttrice Legambiente Abruzzo.


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