Sardegna

Impianto eolico in Marmilla: società promotrice, Comuni e cittadini a confronto

Ruinas

Incontro con le comunità di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio

Un incontro pubblico in cui le comunità locali si confronteranno direttamente con la società interessata a realizzare un nuovo impianto eolico nel territorio. L’iniziativa nasce da un’intesa congiunta tra i sindaci dei Comuni di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio, che hanno condiviso la necessità di affrontare in sede collegiale e pubblica una tematica di forte interesse sovracomunale.

Per questo motivo è stato convocato un Consiglio comunale in sessione straordinaria e adunanza aperta per martedì 15 settembre presso il centro sociale di via San Giorgio a Ruinas, con prima convocazione alle 17 ed eventuale seconda convocazione alle ore 18. L’incontro, richiesto dalla società Wpd “Serra e mesu”, verterà sulla realizzazione dell’impianto eolico denominato “Serra e mesu” e offrirà uno spazio di dibattito e confronto diretto tra i promotori, le amministrazioni locali e la cittadinanza.

Il progetto prevede la costruzione di sette grandi pale eoliche distribuite nei territori di Mogorella, Ruinas e Villa Sant’Antonio, per una potenza complessiva di 50,4 megawatt, insieme alle opere necessarie per collegarle alla rete elettrica nazionale.

L’iter è sato avviato nell’agosto 2024. La richiesta è ora all’esame di una commissione tecnica del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica per la valutazione di impatto ambientale, che dovrà verificare la sostenibilità dell’impianto prima di un’eventuale approvazione.

In questo contesto, il confronto si preannuncia molto complesso anche alla luce dei rilievi e delle contestazioni presentate da diversi enti e delle relative repliche fornite dalla società proponente Wpd “Serra e mesu” .

Il servizio territoriale del Corpo forestale di Oristano ha contestato la pericolosità delle torri per i mezzi aerei antincendio, evidenziando che il buffer di non sorvolo di 1 chilometro impedirebbe l’uso dei Canadair sui roghi. In merito, la società ha risposto dichiarandosi disponibile al fermo delle pale in caso di emergenza e sostenendo che “le distanze consentono l’operatività degli elicotteri, proponendo inoltre misure compensative come una viabilità fruibile quale fascia tagliafuoco, vasche idriche a terra, telecamere a infrarossi per il rilevamento fumi sui piloni e una squadra di presidio estivo”.

La Direzione generale dei trasporti della Regione Sardegna ha sollevato dubbi sull’impatto dei trasporti eccezionali sulla viabilità ordinaria e sul porto di Oristano – Santa Giusta, oltre al difetto di coerenza con il piano regionale dei trasporti. La società ha replicato affermando che “l’opera non modifica le infrastrutture viarie regionali e che il traffico speciale sarà limitato a circa due veicoli al giorno gestibili nelle ore notturne, mentre la grande disponibilità di piazzali del porto permetterà di accogliere i materiali senza creare ingorghi”.

Per quanto riguarda i rilievi del Genio Civile sulle interferenze del tracciato elettrico con i corsi d’acqua e le richieste del Servizio Demanio per l’uso dei suoli regionali, Wpd ha precisato che “tutta la documentazione idraulica e le relative domande di concessione verranno formalizzate nella successiva fase di autorizzazione unica”.

I Comuni di Mogorella e Ruinas, insieme al servizio tutela del Paesaggio, hanno contestato il contrasto con la pianificazione urbanistica comunale, la tutela delle aree agricole e archeologiche (come il nuraghe in zona Cuccuru) e i divieti della legge regionale sulle aree idonee (L.R. 20/2024). La società proponente ha risposto ridimensionando il quadro normativo regionale, ricordando che “la precedente moratoria è stata dichiarata incostituzionale e che la nuova legge è oggetto di contenzioso e ricorsi statali”; per quanto riguarda i piani regolatori locali, ha chiarito che per legge l’eventuale approvazione in conferenza di servizi costituisce automaticamente variante urbanistica.

Infine, il Coordinamento Gallura ha contestato la validità dell’analisi del vento per mancanza di rilevazioni in loco per almeno un anno. La società ha risposto che “tali misurazioni sul campo sono richieste solo per l’autorizzazione unica e sono attualmente in corso, mentre per la procedura di valutazione di impatto ambientale le stime basate su modelli satellitari europei garantiscono una solida ed esaustiva base di analisi”.

Lunedì, 7 settembre 2026

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