Sardegna

La Collezione Daneu-Tschinke al Murats di Samugheo con la mostra ”100 anni altrove”

Samugheo

Sabato prossimo la presentazione

Al Museo Unico Regionale dell’Arte Tessile Sarda di Samugheo, la mostra ”100 anni altrove”, restituisce i tratti di una vicenda complessa e a lungo dimenticata, un itinerario collezionistico e antropologico che ha legato Sardegna e Sicilia e, attraversando tutto il Novecento è giunto fino ai giorni nostri.

L’esposizione, promossa dal Ministero alla Cultura con il Comune di Samugheo e Orientare, documenta parte di un’indagine etno-antropologica condotta sul campo da Anna Rita Punzo (direttrice del museo) e dalla ricercatrice Elisa Bassu, che ha consentito di riscoprire lo straordinario corpus tessile di produzione regionale della storica Collezione Daneu e che oggi, grazie alla filantropica generosità degli eredi, entra a far parte in maniera permanente del patrimonio museale.

Il progetto espositivo sarà presentato sabato prossimo, 12 settembre, alle ore 18 presso la sala convegni del Murats, alla presenza delle curatrici, del sindaco di Samugheo Massimiliano Urru e dei discendenti Daneu.

A cavallo tra Ottocento e Novecento, mentre l’Occidente si omologava alla produzione industriale, il mercato antiquario volse lo sguardo alla cosiddetta “arte paesana” e riscattò l’oggetto d’uso quotidiano dalla mera funzione utilitaristica, elevandolo a manufatto di alto valore estetico e storico. In questo scenario di profondo rinnovamento si inserisce l’attività di Vincenzo Daneu, originario di Opicina (Trieste) ma attivo a Palermo e Taormina. Cogliendo lo spirito del tempo, tra il 1921 e il 1925 Daneu indirizzò i propri interessi commerciali verso la Sardegna e le sue straordinarie produzioni popolari. Un secolo dopo, grazie alla generosità dei pronipoti, una parte della collezione tessile Daneu-Tschinke fa ritorno nella terra natia, la stessa Sardegna che seppe esercitare un fascino così profondo su Ita, moglie di Vincenzo, da indurla a descrivere l’isola con parole colme d’incanto: “[…] questi paesaggi sono sempre di una bellezza fantastica, sembrano infiniti! Non si tratta mai di un piccolo quadro, ma di un paesaggio eroico che inebria lo sguardo! Colline e catene montuose delimitano in parte terreni dolcemente digradanti, in parte gole selvaggiamente romantiche, nelle cui profondità scorre l’acqua, e tutto ha un suono melodioso: i villaggi, i fiumi, i nomi di battesimo e così via. Le magnifiche figure dei cavalieri, che appaiono ripetutamente e spesso in modo del tutto inaspettato davanti ai nostri occhi, esercitano un fascino meraviglioso”. (lettera del maggio 1925 ai figli rimasti in Sicilia)

Vincenzo Daneu a Taormina, negli anni Trenta

Vincenzo Daneu a Taormina, negli anni Trenta

Il percorso espositivo intreccia opere tessili – affacciadas, copricassa, bisacce, coperte e inghirialettos – a documenti, fotografie d’epoca e lettere autografe dell’archivio Daneu, un corpus prezioso che ripercorre i viaggi dell’antiquario in Sardegna, i suoi legami con le comunità locali e la genesi della collezione. L’allestimento rende omaggio al rigore visivo di Vincenzo Daneu e riprende le istruzioni date ai figli per l’esposizione nei punti vendita di Palermo: “I tappeti metteteli in mostra stesi dritti – come soldati sull’attenti – così da presentare bene i ricchissimi disegni che li differenziano l’uno dall’altro”. Con la mostra “100 anni altrove” la Collezione Daneu-Tschinke non ritrova solo le sue radici, ma si consegna al futuro e traduce un secolo di oblio nel primo capitolo di percorso di ricerca che il Murats continuerà a promuovere e approfondire.

Vincenzo Daneu è stato uno dei più celebri antiquari, mecenati e collezionisti d’arte attivi in Sicilia tra Ottocento e Novecento, figura chiave del mercato internazionale e della valorizzazione dell’artigianato artistico e popolare. La sede principale della galleria di famiglia, allestita nello storico Palazzo Santa Ninfa a Palermo, divenne un punto di riferimento cosmopolita per collezionisti, studiosi e viaggiatori di tutto il mondo, in cui confluirono personalità di assoluto rilievo del panorama letterario, nobiliare e cinematografico del tempo, tra cui spiccano i nomi di Leonardo Sciascia, Arturo Toscanini, Claudia Cardinale, Attilio Crepas, la Regina Maria di Teck e altri ancora. Tra il 1921 e il 1925, durante i suoi lunghi soggiorni in Sardegna, Daneu esplorò i paesi dell’isola per acquisire manufatti d’uso quotidiano – dai tessili agli intagli in legno, fino ai gioielli e alle ceramiche tradizionali – destinandoli al mercato antiquario nazionale ed estero. Nel corso della sua proficua attività collaborò con illustri personalità della cultura dell’epoca, tra cui l’etnografo Giuseppe Pitrè e Amerigo Imeroni, autore del celebre volume “Piccole industrie sarde”.

Lunedì, 7 settembre 2026

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