Il Regno Unito volta pagina, Andy Burnham sostituisce Starmer e promette: “Basta col neoliberismo”
L’era di Keir Starmer si chiude e quella di Andy Burnham comincia all’insegna di una promessa: cambiare il Regno Unito dopo “quarant’anni di neoliberismo”. Il nuovo leader del Labour, proclamato ufficialmente, prenderà il posto di Starmer anche alla guida del governo dopo il passaggio formale con re Carlo III previsto nei prossimi giorni.
Nel suo primo discorso Burnham ha parlato di “ultima occasione” per invertire il declino economico e sociale del Paese, promettendo di riportare speranza nelle comunità lasciate indietro senza rincorrere i temi identitari della destra di Reform UK guidata da Nigel Farage.
Durante il discorso, Burnham ha affermato che annuncerà la composizione del suo gabinetto lunedì e ha difeso la scelta di attendere il suo ingresso a Downing Street per annunciare le sue nomine, sostenendo che un annuncio anticipato causerebbe “il caos”.
Dalla Greater Manchester a Downing Street: l’ascesa del “King of the North”
La nomina di Burnham conclude un’ascesa politica costruita negli anni alla guida della Greater Manchester, dove si è guadagnato la reputazione di amministratore pragmatico e difensore delle autonomie locali. Ex ministro nei governi di Tony Blair e Gordon Brown, aveva progressivamente preso le distanze dalla linea di Starmer, diventando uno degli esponenti più popolari del Labour.
Dopo le dimissioni di Starmer, Burnham ha ottenuto il sostegno della stragrande maggioranza dei deputati laburisti, risultando di fatto l’unico candidato credibile alla successione. Ora eredita un esecutivo alle prese con crescita economica debole, servizi pubblici sotto pressione e un consenso in forte calo, mentre Reform UK continua a guadagnare terreno nei sondaggi.
Il nuovo leader ha inoltre insistito sulla necessità di superare le divisioni interne che hanno caratterizzato il Labour negli ultimi anni, ricordando di aver sostenuto tutti i leader del partito nel corso della sua carriera e invitando le diverse correnti a lavorare insieme.
“Basta con 40 anni di neoliberismo”: il messaggio politico della nuova leadership
Interrogato sull’opportunità di porre fine alle lotte intestine nel Partito Laburista dopo aver appena rovesciato il primo ministro uscente, ha risposto ai giornalisti: “Beh, ovviamente il PLP ha preso una decisione. Non è stata una mia decisione… Non ero in parlamento. Non ero nella posizione di essere coinvolto nelle decisioni prese dal PLP. Ma ovviamente, in politica, bisogna reagire ai momenti importanti. Le elezioni di maggio sono state un momento importante, ma la decisione spettava ai nostri parlamentari, e ovviamente io ho risposto”.
Nel discorso pronunciato dopo la proclamazione, Burnham ha poi individuato nel modello economico sviluppatosi dagli anni Ottanta una delle principali cause dell’aumento delle disuguaglianze britanniche. Pur mantenendo un profilo favorevole alle imprese, ha promesso una politica economica orientata a riequilibrare il Paese, rafforzando il welfare, rilanciando gli investimenti e trasferendo quote di potere politico ed economico da Westminster ai territori.
Burnham ha aggiunto che affronterà di petto la riforma del sistema di assistenza sociale inglese. Il futuro primo ministro non ha specificato, tuttavia, come intende finanziare la creazione di un “servizio sanitario nazionale” universale, ma ha affermato che il sistema attuale rappresenta “il peggiore dei mondi possibili”.
La sfida è Farage: Burnham rifiuta di inseguire la destra
Uno dei passaggi più significativi del suo intervento riguarda il rapporto con Reform UK. Burnham ha escluso esplicitamente di voler competere con Farage sul terreno dell’immigrazione o della retorica nazionalista, sostenendo che il Labour debba riconquistare gli elettori offrendo soluzioni concrete ai problemi economici e sociali, piuttosto che rincorrere gli slogan della destra populista.
La strategia punta a ricostruire il consenso nelle ex aree industriali senza abbandonare il profilo progressista del partito. Resta però da verificare se questo equilibrio sarà sufficiente a contenere la crescita di Reform UK e, al tempo stesso, a rassicurare mercati e investitori in una fase di forte incertezza economica.
“Siamo uniti e mettiamo la forza che deriva da questa
unità al servizio delle persone e dei luoghi che hanno aspettato troppo a lungo che la politica restituisse loro la speranza”, ha tuonato il neoleader in una sala gremita di parlamentari laburisti e funzionari del partito.
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