Liguria

Il Comune di Genova avrà una commissione speciale antimafia


Genova. Anche WikiMafia – Libera Enciclopedia sulle Mafie esprime apprezzamento per l’istituzione della “Commissione speciale antimafia, collaborazione sociale al riutilizzo dei beni confiscati, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità” del Comune di Genova.

“Si tratta di uno dei punti su cui WikiMafia aveva chiesto ai sottoscrittori della call to action “Parlate di Mafia a Genova”, promossa in occasione delle elezioni comunali dell’anno scorso, di impegnarsi in caso di elezione”, ricordano dall’associazione.

“Ringraziamo in particolare i consiglieri Edoardo Marangoni del Partito Democratico, Marco Mesmaeker del Movimento 5 Stelle e Lorenzo Garzarelli di Alleanza Verdi Sinistra, che hanno mantenuto questo importante impegno, che rafforza la capacità del capoluogo ligure di diffondere conoscenza e consapevolezza sul fenomeno mafioso sul proprio territorio”, sottolineano da Wikimafia.

“Auspichiamo che dopo l’avvio come commissione speciale, questa nuova commissione dalla prossima consiliatura diventi permanente, come accaduto a Milano oramai più di dieci anni fa, dato che la città di Genova è storicamente interessata dal fenomeno mafioso, come ricordiamo nella nostra voce enciclopedica dedicata, e non stiamo parlando di un fenomeno temporaneo”.

“Nel Secondo Dopoguerra, il capoluogo ligure e il suo hinterland sono stati una delle prime mete di alcuni esponenti di spicco delle organizzazioni mafiose nel Nord Italia, alcuni perché inviati in soggiorno obbligato, altri per inseguire nuove opportunità di sviluppo criminale”, proseguono.

“Oggi, come mostrano anche le ultime inchieste, le organizzazioni mafiose, in primis la ‘ndrangheta, cercano di condizionare la vita amministrativa della città e non solo. Ecco perché salutiamo con favore la nascita di questo nuovo presidio istituzionale e diamo fin d’ora la nostra disponibilità a dare il nostro supporto in termini di competenze e risorse organizzative alla futura commissione: non bisogna aspettare le inchieste della magistratura, ma bisogna lavorare affinché si formino quegli anticorpi sociali e culturali necessari a rendere un territorio inospitale per le organizzazioni mafiose”, conclude la nota.




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