Electrolux, Azione Pordenone “La competizione si vince sull’alta gamma, non comprimendo costo lavoro”
PORDENONE – Le cronache di queste ore confermano che il confronto sul futuro di Electrolux è ancora aperto. È un segnale positivo, ma è altrettanto evidente che il negoziato rischia di rimanere confinato dentro una logica che guarda al breve periodo e considera Porcia, Susegana e Forlì come stabilimenti industriali tra i tanti della galassia Electrolux, chiamati a contendersi i volumi produttivi sulla base del differenziale del costo del lavoro e del prezzo dell’acciaio.
È un’impostazione che non condividiamo.
Lo afferma Marco Salvador segreterio provinciale di Azione.
Il costo del lavoro incide per meno del 15% sul costo complessivo del prodotto e non può essere il vero fattore competitivo. La competizione tra gli stabilimenti del gruppo è inevitabile e va vinta, ma non comprimendo il costo del lavoro. Va vinta aumentando il valore aggiunto, investendo nell’innovazione, nella qualità e nel posizionamento sull’alta gamma.
La sfida deve essere completamente diversa.
Per dimensioni, spazi produttivi, competenze accumulate in decenni di attività e capacità tecnologiche, i tre principali stabilimenti italiani devono diventare i poli europei di eccellenza del gruppo, ciascuno specializzato nella propria linea produttiva.
Porcia ha tutte le caratteristiche per diventare l’unico polo produttivo europeo delle lavatrici premium, concentrando nello stabilimento friulano i prodotti a più alto valore aggiunto del gruppo. A questa specializzazione dovrebbe affiancarsi anche il ruolo di centro di progettazione e ingegnerizzazione delle nuove piattaforme di lavatrici, rafforzandone ulteriormente la strategicità.
Allo stesso modo, Susegana potrebbe diventare il polo europeo del Cooling Premium e Forlì quello del Cooking Premium, superando una logica di mera redistribuzione dei volumi e costruendo invece una vera strategia industriale europea fondata sulla specializzazione e sull’eccellenza.
Una strategia di questo tipo deve fondarsi sui veri fattori della competitività europea: automazione, digitalizzazione, intelligenza artificiale, prossimità ai mercati europei, sostenibilità energetica e qualità del capitale umano. Sono questi gli elementi sui quali l’Europa può e deve competere, non sulla rincorsa ai Paesi dove il costo del lavoro è più basso e le regole sono meno rigorose.
Naturalmente una visione industriale di questo livello non può essere affidata soltanto alla trattativa tra azienda e sindacati. Serve un forte impegno del Governo italiano nei confronti dell’Unione Europea, con un livello di commitment politico e industriale molto elevato, capace di sostenere investimenti, innovazione e una vera politica manifatturiera europea.
La vicenda Electrolux non riguarda soltanto Porcia. È un banco di prova per capire quale industria vogliamo costruire in Europa nei prossimi decenni.
Se continueremo a ragionare esclusivamente sulla redistribuzione dei volumi tra gli stabilimenti del gruppo, sposteremo semplicemente il problema da un sito produttivo all’altro, senza rafforzare la competitività complessiva dell’industria europea.
Se invece avremo il coraggio di puntare sull’eccellenza, sulla specializzazione e sull’alta gamma, allora Porcia potrà diventare il punto di riferimento europeo per la produzione delle lavatrici premium, contribuendo a rafforzare non solo il sito friulano, ma l’intero sistema industriale del gruppo in Europa.




