Lazio

il progetto di Stefano Boeri per piazza Bainsizza

Per anni è rimasta un gigante silenzioso nel cuore di Prati, un’enorme struttura industriale sospesa tra degrado, progetti mai decollati e occasioni perdute.

Ora, dopo quasi due decenni di abbandono, l’ex rimessa Atac Vittoria di piazza Bainsizza si prepara a cambiare volto con un intervento che punta a trasformarla in uno dei nuovi simboli della rigenerazione urbana romana.

A firmare il progetto è Stefano Boeri, l’architetto del Bosco Verticale di Milano, chiamato a ridisegnare gli spazi dello storico deposito di inizio Novecento attraverso un masterplan che unisce sostenibilità, spazi pubblici, cultura e innovazione.

Il primo passaggio istituzionale è arrivato il 30 aprile con il via libera della giunta capitolina a una memoria dedicata alla riqualificazione dell’area, considerata strategica per il quadrante Prati-Delle Vittorie.

L’obiettivo è trasformare i 16mila metri quadrati dell’ex deposito in un grande polo urbano aperto alla città, senza funzioni residenziali ma con una rete di servizi pensati per mantenere l’area viva durante tutto l’arco della giornata.

Nelle intenzioni dello studio Stefano Boeri Architetti, l’antica rimessa non dovrà diventare un semplice contenitore commerciale, ma una sorta di “città nella città”, capace di mescolare coworking, attività culturali, aree dedicate agli eventi e nuovi spazi pubblici immersi nel verde.

Il cuore del progetto sarà una grande corte interna aperta al quartiere, concepita come un’agorà contemporanea dove lavoro, socialità e tempo libero possano convivere. Attorno a questo spazio troveranno posto servizi commerciali, aree espositive e ambienti dedicati alle attività professionali condivise.

Ma l’elemento destinato a ridefinire davvero lo skyline della zona sarà il grande giardino pensile previsto sulla copertura dell’edificio. Un parco sopraelevato di circa 8mila metri quadrati che sorgerà a quindici metri d’altezza, trasformando il tetto dell’ex deposito in una nuova terrazza verde affacciata sulla città.

Il progetto immagina questo spazio come un percorso immersivo tra vegetazione e arte contemporanea. Un sistema di camminamenti e aree espositive all’aperto dove installazioni e sculture dialogheranno con alberi, arbusti e piante selezionate per adattarsi al clima romano e contribuire all’assorbimento di CO2.

L’idea è quella di creare un ecosistema urbano capace di cambiare aspetto con il passare delle stagioni, offrendo nuove zone d’ombra e contribuendo a mitigare l’effetto delle alte temperature nei mesi estivi. Un intervento che punta non soltanto sull’estetica, ma anche sulla resilienza ambientale della città.

Dal punto di vista tecnologico, il parco sarà gestito attraverso sistemi automatizzati di irrigazione a basso consumo, progettati per limitare gli sprechi idrici e ottimizzare la manutenzione del verde.

Il progetto punta inoltre a intervenire su una delle criticità storiche del quartiere: la pressione del traffico e la carenza di parcheggi. La riorganizzazione degli spazi interrati prevede infatti nuovi posti auto e un sistema di accessibilità studiato per alleggerire la sosta irregolare che da anni congestionava l’area tra Prati e Delle Vittorie.

Per Roma si tratta di una delle operazioni di rigenerazione urbana più ambiziose degli ultimi anni: il recupero di un pezzo di archeologia industriale destinato a diventare un nuovo polo verde e culturale della città.

Dopo anni di immobilismo, piazza Bainsizza prova così a reinventarsi. Non più soltanto memoria del passato industriale della Capitale, ma laboratorio urbano dove sostenibilità, architettura e spazio pubblico cercano di trovare un nuovo equilibrio nel cuore della città.

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