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Nelle colline di Leopardi seconda vittoria di Narvaez. I big ammirano il paesaggio

La prima notizia, che arriva dall’ottava tappa del Giro d’Italia (Chieti-Fermo, 156 km), è che brilla il sole. In una corsa dominato dalla nuvola di Fantozzi non è poco.

La seconda, che non ci sono state cadute: e anche questa è una novità sorprendente in una corsa dove cadere come birilli è una attività molto praticata. La terza è che l’ecuadoriano Jhonatan Narvaez, 29 anni, si è imposto dopo una fuga di 50 chilometri davanti a due corridori norvegesi: Andreas Leknessund +32”) e Martin Tjotta (+42).

Per Narvaez, già primo anche a Cosenza, questa è la quarta vittoria al Giro d’Italia. La terza quest’anno della sua squadra, la Uae Emirates, che in Bulgaria era stata decimata dalle cadute, con il ritiro di Adam Yates, uno dei grandi favoriti della viglia.

L’equadoriano, andato prima in fuga con un terzetto, ha preso il volo definitivo a 10 chilometri dall’arrivo sulla salita di Capodarco, una specie di muro delle Fiandre in pavé marchigiano con punte al 20%. Qui Narvaez, visto che siamo nelle colline di Giacomo Leopardi, ha preso il volo come il passero solitario andandosi a godere un’altra splendida vittoria dopo un complicato avvio di stagione per una brutta caduta con la frattura di tre vertebre.

È un tipo che non molla, questo Jhonatan: “Queste salite mi piacciono, le conosco bene. Poi è stata una tappa breve, di sole 3 ore e mezza. Quest’anno, all’inizio, è stata dura. Ma bisogna aver pazienza, perché poi tutto ritorna…”


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