Il Perugia ricorda Renato Curi a quasi mezzo secolo dalla scomparsa

In questo periodo la mente torna a quel 30 ottobre del 1977. Una data che lasciò il segno in tutti i tifosi del Perugia.
Si giocava, sotto un forte acquazzone, la sfida con la Juventus. Finì 0-0, ma fu segnata da una tragedia: Renato Curi si accasciò al suolo e morì per arresto cardiaco.
Lo stadio di Pian Di Massiano, che fino ad allora era denominato semplicemente “Comunale”, venne a lui intitolato e nel pomeriggio di oggi si sono rinnovate celebrazioni per ricordarlo a quarantanove anni dalla scomparsa.
Una messa è stata celebrata nei locali antistanti gli spogliatoi e ha visto la presenza, oltre che della squadra di oggi, di alcuni ex campioni del passato (Novellino e Vannini su tutti) e dei familiari dello sfortunato centrocampista. C’era anche Grazia Ceccarini, la vedova di Antonio.
Ad officiare la celebrazione è Padre Mauro Angelini, che non ha mancato di nascondere la propria emozione:
“Ricordiamo Renzo Luchini e Giovanni Galeone, scomparsi un anno fa. Poi altri ex Grifoni e tifosi. Ricordare Renato ci apre la strada”.
Rispetto agli anni scorsi c’è una novità, ovvero la presenza dell’immagine di Carlo Acutis. Il parroco spiega perché:
“Era appassionato di calcio e di sport. Lo abbiamo messo sotto la protezione per questa occasione”.
Poi, ancora sul protagonista di questa messa: “Renato è eterno, immortale nei nostri cuori. Non possiamo dimenticare nessuno dei giocatori e degli ex presidenti. È bellissima questa celebrazione, perché oggi a Renato, se potessimo parlargli possiamo chiedergli come va la lassù. I nostri cari possono vedere realmente come stanno le cose. Ci ricorda l’importanza della famiglia, che lui ha amato tanto. Poi della generosità e del sacrificio. Quando giocate siete in 12, perché questa maglia continua ad essere presente”.
Spazio per un interrogativo: “Cosa gli possiamo chiedere? Se fosse qui ci direbbe che il Signore esiste, che c’è la vita eterna, che saremo giudicati sull’amore. Poi un’intercessione sul futuro del nostro Perugia e per le famiglie dei tifosi”.
Emozionanti anche le conclusioni: “Non sono importanti gli anni. Perché sei immortale. Ti promettiamo che il tuo nome riecheggerà sempre nel nostro stadio”.
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