Emilia-Romagna, legge sulla celiachia approvata all’unanimità

L’assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha approvato mercoledì, 4 novembre, all’unanimità, una nuova legge sulla celiachia. Il provvedimento punta a garantire equità di accesso alle prestazioni sanitarie e alla sicurezza alimentare, rendere più efficienti i percorsi diagnostico-terapeutici, l’assistenza farmaceutica e integrativa, e investire sull’inclusione sociale e sulla formazione degli operatori.
La legge è stata proposta dal Partito democratico a prima firma di Lodovico Albasi (Pd). Al testo è abbinata anche una proposta di Fratelli d’Italia, a prima firma Nicola Marcello, che mira ad assicurare la piena portabilità del credito mensile proveniente dai buoni per l’acquisto di prodotti senza glutine anche fuori dal territorio regionale.
Tra le misure principali, l’introduzione dell’interoperabilità del sistema informatizzato per l’erogazione di alimenti senza glutine, in linea con altre regioni, e la promozione della conoscenza della celiachia tra i cittadini, con il monitoraggio epidemiologico della malattia.
Le parole dei relatori
A presentare il progetto sono stati il relatore di maggioranza Lodovico Albasi e quello di minoranza Tommaso Fiazza (Lega). “Il progetto di legge nasce innanzitutto dall’ascolto e dalle sollecitazioni delle persone celiache, delle famiglie e delle associazioni, che voglio ringraziare. Vogliamo introdurre elementi di avanguardia normativa come l’interoperabilità del sistema informatizzato di erogazione degli alimenti senza glutine. Bisogna fare in modo che le persone possano trovare servizi accessibili e vivere la quotidianità senza discriminazioni e senza sentirsi lasciate sole”, ha spiegato Albasi.
Sulla stessa linea Fiazza, per il quale “stiamo parlando di una legge storica per la Regione. Ci sono altre Regioni, come la Lombardia, che questa legge ce l’hanno già e noi dovremmo provare a farne una ancora migliore. Inoltre, è importante la tutela dei negozi e che il contributo da parte della Regione arrivi il prima possibile”.
Il dibattito in aula
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla sanità Massimo Fabi, per il quale “questo progetto di legge dà risposte ai bisogni delle persone e va nella giusta direzione”.
Nel corso del dibattito, Nicola Marcello (FdI) ha sottolineato come “la diagnosi precoce debba essere un aspetto fondamentale. L’unica cura per questa patologia è mangiare senza glutine. Per chi ne soffre, il rischio è quello dell’isolamento. La nostra Regione riconosce il buono dematerializzato ma ancora mancava una legge organica. Ora, anche dopo il mio impulso e una mia proposta di legge a riguardo presentata alcuni mesi fa, siamo arrivati a definire una normativa apposita”.
Per Valentina Castaldini (Forza Italia) “la celiachia incide profondamente sulla vita delle persone, e delle famiglie, non è solo una diagnosi medica, ci sono costi aggiuntivi visto che il bambino non può mangiare come i suoi compagni e deve essere sempre accompagnato da un adulto: la nostra legge raccoglie proposte diverse e ha creato convergenze tra le diverse forze politiche, a partire dalle risorse stanziate per l’acquisto di alimenti, riconoscendo che esiste una necessità di tipo terapeutico”.
Marta Evangelisti (FdI) ha definito il provvedimento “un punto di svolta per la sanità regionale, e anche per il welfare”, aggiungendo: “Il nostro è un voto convinto, anche responsabile. Diamo fiducia a questo percorso normativo che segna un punto di partenza”.
Lorenzo Casadei (M5s) ha espresso voto positivo sottolineando l’obiettivo di “garantire a queste persone una vita più libera” e ha ricordato gli strumenti già costruiti dalla regione: “L’introduzione di linee guida per le diagnosi, l’attivazione di buoni pasti elettronici, la gestione del credito attraverso il fascicolo sanitario elettronico e l’organizzazione della formazione degli operatori alimentari”.
Paolo Calvano (Pd) ha infine evidenziato come il progetto tocchi “migliaia di cittadini emiliano-romagnoli”, auspicando che analogo impegno possa essere replicato a livello nazionale.
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