azioni legali e accuse sul Pnrr

È scontro aperto tra il Comune di Bologna e Giovanni Favia sullo studentato La Pilla di via Marziale 3. Volano accuse di ostruzionismo, Palazzo d’Accursio valuta azioni legali e Favia rilancia, chiamando direttamente in causa le responsabilità politiche dell’amministrazione. Al centro della polemica ci sono i tempi burocratici per la realizzazione dello studentato da 25 posti letto e, più in generale, la gestione dei fondi Pnrr destinati agli alloggi universitari. A innescare il nuovo botta e risposta è una nota del Comune, che respinge le contestazioni di Favia e difende la professionalità dei propri uffici. Secondo l’amministrazione, il rallentamento del progetto sarebbe stato causato dalle carenze della documentazione presentata, non da ostacoli burocratici ingiustificati. Una ricostruzione che non convince Favia, pronto a replicare: “La nostra contestazione è di natura politica, non tecnica. Il Comune non coinvolga il lavoro del settore tecnico, di cui si sta facendo scudo”.
Il Comune contrattacca: “Accuse gravi, ci riserviamo azioni legali”
La risposta di Palazzo d’Accursio è durissima. L’amministrazione definisce gravi le dichiarazioni di Favia sul presunto ostruzionismo e, nel confermare la correttezza e la professionalità dei propri tecnici, si riserva di intraprendere azioni legali a tutela della propria immagine. Per il Comune, infatti, la vicenda dello studentato La Pilla non dimostrerebbe alcuna volontà di ostacolare il progetto. Al contrario, gli uffici avrebbero seguito le procedure previste dalla legge, chiedendo le integrazioni necessarie a rendere l’intervento conforme alle norme urbanistiche ed edilizie. La pratica è stata presentata il 5 agosto 2025 e selezionata per i controlli il 14 agosto. Il progetto prevedeva fin dall’inizio la trasformazione di una palestra in uno studentato da 25 posti letto. Dalle prime verifiche è emerso però un problema urbanistico: nell’area interessata, classificata come specializzata prossima ai tessuti residenziali, il cambio di destinazione d’uso verso le abitazioni collettive non era ordinariamente consentito. Solo dopo un confronto con il progettista, sostiene il Comune, sarebbe stata chiarita la volontà di utilizzare le deroghe previste dalla normativa speciale del Pnrr. Una circostanza che, secondo Palazzo d’Accursio, non risultava dalla documentazione iniziale. Gli atti necessari sono stati integrati il 20 novembre 2025, consentendo la ripresa dell’istruttoria.
Le contestazioni sul progetto: dai posti bici agli oneri non versati
Ma i problemi, secondo il Comune, non finivano qui. I controlli successivi hanno fatto emergere ulteriori carenze progettuali e documentali relative all’illuminazione dei locali, alle altezze minime, ai posti per le biciclette, alle barriere architettoniche, alle prestazioni energetiche e all’acustica. A queste si aggiungeva il mancato pagamento del contributo di costruzione, pari a 17.796,33 euro, versato il 13 febbraio. Palazzo d’Accursio sostiene di aver fornito al progettista tutta l’assistenza necessaria per completare la pratica. Il procedimento di controllo sulla Scia è stato poi chiuso con esito favorevole nel marzo scorso. Il 23 luglio, a lavori conclusi, è stata presentata la documentazione relativa all’agibilità, il cui iter risulta ancora in corso.Il Comune precisa inoltre che i 25 posti letto erano già previsti nel progetto originario e non sarebbero quindi il risultato di prescrizioni degli uffici. E aggiunge un elemento destinato ad alimentare la polemica: “Il Sig. Favia non ha mai avuto contatti diretti con i tecnici istruttori”.La conclusione dell’amministrazione è categorica: “I controlli della Scia e della successiva SCCEA hanno quindi seguito il normale iter previsto dalla legge, senza alcun favoritismo o ostruzionismo”.
Favia non arretra: “Basta nascondersi dietro i tecnici, la questione è politica”
La replica di Giovanni Favia arriva a stretto giro e sposta il confronto direttamente sul terreno politico. “La nostra contestazione è di natura politica, non tecnica. Il Comune non coinvolga il lavoro del settore tecnico, di cui si sta facendo scudo. Abbiamo ricostruito l’iter per far capire la fatica burocratica che un’impresa affronta quando si interfaccia con la pubblica amministrazione e non per colpa dei singoli uffici dello sportello edilizia. Va detto, però, che nella nostra conferenza questo aspetto è stato secondario”. Per Favia, il vero problema sarebbe l’assenza di una cabina di regia e di uno sportello dedicato ai progetti Pnrr per gli studentati, capaci di accelerare le procedure in vista delle scadenze dei bandi. Una mancanza che, a suo giudizio, evidenzierebbe le responsabilità politiche dell’amministrazione nella gestione dell’emergenza abitativa universitaria.
“Zero studentati pubblici con il Pnrr”: l’affondo contro la giunta
È qui che Favia alza ulteriormente il tiro. “L’aspetto principale, e ancora più politico, è l’assenza dell’amministrazione nella realizzazione di fondi Pnrr. Zero studentati pubblici realizzati a Bologna. Vorremmo che il Comune rispondesse su questo, invece di nascondersi dietro il settore tecnico”. Un’accusa che amplia il perimetro dello scontro: non più soltanto il caso dello studentato La Pilla, ma il bilancio dell’azione comunale nella realizzazione di nuovi alloggi per gli studenti fuori sede. Favia respinge anche il riferimento alle possibili iniziative giudiziarie. “Ed è inutile che il Comune minacci querele, perché quelli che ho raccontato sono fatti, tra l’altro non smentiti dalla ricostruzione che abbiamo letto”, afferma. E rilancia con una domanda rivolta direttamente all’amministrazione: “Come mai le richieste di integrazione non sono arrivate dopo un unico esame della pratica, ma di volta in volta, facendoci perdere mesi?”. Due ricostruzioni contrapposte, dunque. Il Comune sostiene che i ritardi siano dipesi dalle carenze della pratica, mentre Favia denuncia la mancanza di un coordinamento politico capace di accompagnare i progetti Pnrr. Una polemica che, partita da uno studentato da 25 posti letto, si è trasformata in uno scontro sulla gestione dell’edilizia universitaria a Bologna.
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