Pd chiede chiarimenti sui 60.000 euro per pre e post-scuola: “Servono investimenti strutturali”

I consiglieri comunali del Partito Democratico Vincenzo Ceccarelli, Lucia De Robertis e Valentina Vaccari accolgono con favore lo stanziamento di 60.000 euro annunciato dall’amministrazione comunale per i servizi di pre e post-scuola nei sei istituti comprensivi, ma avanzano dubbi sulla reale portata dell’intervento e chiedono chiarimenti su criteri, continuità e accessibilità economica delle misure.
“Accogliamo positivamente ogni iniziativa che vada nella direzione di sostenere le famiglie e ampliare i servizi scolastici”, scrivono i tre consiglieri nel comunicato, sottolineando però che “davanti all’annuncio dell’Amministrazione comunale di uno stanziamento complessivo di 60.000 euro per i sei istituti comprensivi di Arezzo, riteniamo necessario andare oltre gli annunci e aprire una riflessione sulla reale portata dell’intervento”.
La preoccupazione principale riguarda l’entità delle risorse: una media di diecimila euro per ciascun istituto che, secondo i tre esponenti dem, “merita di essere valutata rispetto ai costi organizzativi, al personale necessario e al numero degli studenti coinvolti”. Il rischio, avvertono, è che si tratti di “un contributo utile, ma non sufficiente a garantire un potenziamento significativo e duraturo dei servizi”.
Il nodo del modello campus
I consiglieri prendono poi posizione sul modello di sviluppo evocato dalla giunta. “L’assessore parla di un modello di scuola sempre più vicino a quello dei campus”, si legge nel comunicato. “È un obiettivo interessante, ma un campus non si costruisce semplicemente prolungando l’orario di permanenza degli studenti negli edifici scolastici. Occorrono una visione educativa, attività formative, culturali, sportive e ricreative di qualità, personale qualificato, spazi adeguati e una collaborazione stabile tra Comune, istituzioni scolastiche e territorio”.
Ceccarelli, De Robertis e Vaccari sollevano anche il tema dell’accessibilità economica: “I servizi educativi pomeridiani devono rappresentare un’opportunità per tutti, non un ulteriore costo che rischia di gravare sulle famiglie con maggiori difficoltà economiche. Il diritto alle opportunità educative non può dipendere dal reddito”.
Le richieste all’amministrazione
I tre consiglieri dem chiedono all’amministrazione di rendere pubblici i criteri adottati per la ripartizione dei 60.000 euro tra i sei istituti, di chiarire se il finanziamento abbia carattere annuale o strutturale, di indicare le misure per garantire tariffe accessibili alle famiglie e di illustrare il progetto complessivo per il modello di scuola aperta.
La conclusione è netta: “Siamo favorevoli a investire nella scuola, ma crediamo che alle famiglie, agli studenti e agli istituti comprensivi di Arezzo si debba offrire qualcosa di più di un intervento economico parziale: serve una politica educativa organica, continuativa e capace di guardare al futuro della città”.
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