Il lusso di studiare gratis e il peso di comprare libri ogni anno. Svezia e Italia a confronto, Filippa Lagerback: “Mia madre non ha mai speso un centesimo”

Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico, si riaccende puntuale in Italia la consueta discussione sui costi che le famiglie devono affrontare per l’acquisto dei libri di testo.
A gettare benzina sul fuoco, questa volta, è stata Filippa Lagerback, la popolare conduttrice televisiva di origini svedesi che da anni è un volto noto del piccolo schermo italiano.
Un confronto che fa discutere
Lagerback, che in Svezia è nata e cresciuta ma che da tempo ha scelto l’Italia come sua patria adottiva, ha utilizzato i suoi canali social per lanciare una critica che ha suscitato non poche reazioni.
Attraverso una serie di Storie pubblicate su Instagram, la conduttrice ha raccontato che in Svezia le scuole sono già ricominciate, mentre in Italia manca ancora circa un mese all’inizio delle lezioni.
Ma il vero tasto dolente del suo intervento è stato un altro: la differenza sostanziale nel sistema di fornitura dei libri scolastici. “In Svezia tutti i libri vengono dati in prestito agli studenti”, ha spiegato la Lagerback, sottolineando come nel suo Paese d’origine le famiglie non debbano sostenere alcuna spesa per i testi scolastici, che vengono restituiti a fine anno.
“Amo l’Italia, ma alcune cose non funzionano”
La conduttrice ha voluto però premettere alle sue osservazioni una dichiarazione d’amore per il nostro Paese: “Da straniera in Italia devo sempre fare un preambolo prima di poter rivolgere una critica… Amo l’Italia, nazione meravigliosa dove ho trovato l’Amore per (e della) Vita!”.
Tuttavia, ha aggiunto con schiettezza: “Alcune cose però non sono pensate per la persona, per il cittadino, che sì… Dovrebbe pagare le tasse, per contribuire a un sistema trasparente e funzionante”.
Lagerback ha poi puntato il dito contro un problema molto sentito dalle famiglie italiane: la continua modifica delle edizioni dei libri di testo, che impedisce di fatto il riutilizzo e il mercato dell’usato. “Avere le edizioni dei libri scolastici che cambiano ogni anno e quindi non possono essere acquistati in seconda mano mette in difficoltà le famiglie”, ha osservato.
Un ricordo personale e familiare
La conduttrice ha anche condiviso un ricordo personale della sua infanzia in Svezia: “Amavo tornare a scuola, comprare penne, matite e gommini. Scegliere la carta per coprire i libri, tutti rigorosamente in prestito da restituire alla fine dell’anno”.
Particolarmente toccante è stato il riferimento alla madre, Margaretha, scomparsa nel gennaio 2025: “Mia madre non ha mai speso un centesimo per i libri scolastici, tutti pagati dallo Stato”.
Il sistema scolastico italiano sotto la lente
La critica della Lagerback arriva da una persona che conosce bene il sistema scolastico italiano anche come madre. Sua figlia Stella, avuta dal marito Daniele Bossari, si è infatti laureata nel 2024 in Media Design e Arti Multimediali presso la NABA di Milano, dopo aver conseguito il diploma alla Scuola Europea di Varese.
“Nei tempi difficili si dovrebbe investire nella scuola, permettere alle famiglie di far studiare i figli: per crearsi un futuro dignitoso e per avere un paese in evoluzione”, ha concluso la conduttrice, lanciando un appello che riecheggia le preoccupazioni di molti genitori italiani.
Un dibattito che si rinnova
Le parole di Filippa Lagerback hanno il merito di riportare l’attenzione su un tema che ogni anno vede le famiglie italiane confrontarsi con spese spesso gravose. Il confronto con il modello svedese, dove lo Stato fornisce i libri in comodato d’uso, rappresenta uno spunto di riflessione su un sistema che in Italia sembra ancora lontano dall’essere ripensato in termini di equità e sostenibilità. La domanda che Lagerback ha lasciato sospesa, quasi come un invito al dibattito, è emblematica: “Spiegatemelo”. Un invito a riflettere su un sistema che, nonostante le critiche e le evidenti disparità, sembra stentare a cambiare.
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