Il dolore al ginocchio, le sirene da Foggia, la B mai toccata. Giorni di fuoco per Cianci

Esigenze tecniche e di mercato si intrecciano in questa parte finale di agosto che condurrà all’epilogo della campagna trasferimenti. Sotto i riflettori ci sono soprattutto gli attaccanti, intorno ai quali ruota il presente e il futuro prossimo dell’Arezzo.
Il destino ha voluto che a pochi giorni dalla trasferta di Coppa Italia a Cagliari, si infortunassero sia Cerri che Cianci, cioè i due centravanti titolari, visto che Cipriani è un 2008 appena sbarcato dai dilettanti mentre Ravasio è in uscita e non è stato mai schierato in campo nemmeno nelle amichevoli.
Con la partita di Avellino dietro l’angolo, nell’esordio di campionato, Bucchi ha letto con attenzione e un po’ di apprensione il bollettino medico. Per Cianci le news sono incoraggianti: il giocatore mostra segnali favorevoli per il fastidio al ginocchio. Il quadro clinico di Cerri invece è diverso: il fastidio muscolare alla coscia, legato a un sovraccarico di lavoro, è ancora presente e l’attaccante dovrà proseguire il percorso di riabilitazione con scarico in acqua e terapie strumentali. Una valutazione di controllo è prevista nei prossimi giorni. Tradotto: sabato Cianci, magari stringendo i denti, ci sarà. Cerri è in forte dubbio.
Per Cianci sarebbe l’esordio in B dopo una carriera spesa unicamente in terza serie, senza mai scendere nei dilettanti né salire di categoria: 12 gol nella passata stagione, per adesso è dentro il progetto anche se le proposte alternative non gli mancano. Brescia e Ravenna hanno sondato il terreno ma è soprattutto il Foggia che spinge: sul piatto c’è un triennale per lui, che qua va in scadenza nel 2028, e un conguaglio per l’Arezzo. Su quest’ultimo punto va ancora trovata la quadra. Forse succederà, forse no. Cianci potrebbe giocare ad Avellino e salutare, oppure giocare e restare fino a giugno.
Più delineata la situazione di Ravasio (scadenza 2028), sul quale ultimamente ha messo gli occhi anche il Catania. Diversi club ne hanno segnato il nome in lista, dal Pescara al Perugia, dal Ravenna al Brescia, ma come succede sempre, si arriverà alla stretta finale soltanto a ridosso del gong. Idem dicasi per Capello (2028), altro elemento in uscita, finito sotto la lente della Salernitana.
In ingresso la pista più calda resta quella di Mancuso (1992) del Mantova. È un elemento esperto, conosce la categoria, ha vissuto diverse stagioni prolifiche ma soprattutto è eclettico tatticamente: sa giocare da prima punta e muoversi attorno a un centravanti di riferimento come Cerri. Per questo potrebbe fare comodo all’Arezzo, fermo restando che se Cianci dovesse andarsene, occorrerà un altro innesto di livello.
La suggestione Brunori (1994) è sempre in piedi ma la realtà spinge da un’altra parte: l’ingaggio dell’attaccante, di proprietà del Palermo fino al 2028, è fuori portata per l’Arezzo (800mila euro a stagione). Inoltre, nel 433 amaranto, Brunori sarebbe di difficile collocazione. In più c’è il Modena che sta lavorando alacremente per portarlo in Emilia. Per questo il ds Cutolo vaglia altre opzioni. La sensazione, quasi certezza, è che il mercato terrà banco fino all’ultimo giorno.
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