Ambiente

In Toscana 638 casi di Peste suina africana, dato più alto d’Italia nel 2026 – Mondo Agricolo

La Toscana sta affrontando
un’ondata senza precedenti di peste suina africana, registrando
dal primo gennaio 2026 il numero di infezioni nei cinghiali più
alto d’Italia, con 638 casi positivi: è quanto emerso oggi nel
corso di un incontro online coi sindaci promosso da Anci e
Regione Toscana per coordinare le azioni sul territorio: la
strategia illustrata prevede l’attivazione dei Gruppi operativi
territoriali (Got) provinciali, l’installazione di cartelli con
Qr code informativi e l’ispezione delle aree pubbliche per
contenere la diffusione del virus.

   
“Il ruolo dei Comuni in questa vicenda, in questa emergenza
sarà fondamentale”, ha affermato Susanna Cenni, presidente di
Anci Toscana, che ha lanciato un appello all’unità: “La prima
cosa che noi dobbiamo evitare è che ogni Comune si muova in
ordine sparso”, ha detto proponendo “che le province siano
ovunque capofila istituzionale in questa situazione” per
coordinare al meglio le attività, come la raccolta delle
carcasse.

   
L’epidemia, partita dalla provincia di Massa Carrara, si è
estesa a Lucca e Pistoia, arrivando a colpire anche due
allevamenti a Comano e San Marcello Piteglio. “L’uomo non è
colpito, però può fare da vettore passivo e può portare a spasso
la malattia”, ha osservato il commissario straordinario Giorgio
Briganti, spiegando che il virus, letale per i suini ma del
tutto innocuo per l’uomo, si trasmette facilmente tramite scarpe
o ruote di biciclette sporche di fango raccolto nei boschi. Per
prevenire la diffusione, “bisogna pulire le scarpe dal fango e
dalle cose che si sono raccolte e disinfettarle con un po’ di
varichina”, ha concluso.

   

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