il “Free Palestine” sul palco scatena P!nk (“no a propaganda anti-Israele”) e Boy George (“non hanno spina dorsale”)
Venerdì sera 4 settembre si è tenuto il concerto del “Loop Tour” di Ed Sheeran che però si è trasformato nel caso musicale e politico dell’estate americana. Protagonista suo malgrado, Macklemore, chiamato ad aprire i concerti del cantautore britannico al MetLife Stadium di East Rutherford, in New Jersey, davanti a oltre 80mila spettatori.
Macklemore ha detto che “ogni essere umano sulla terra merita la stessa identica libertà, di conoscere sicurezza e pace prima ancora della violenza, e il suono delle risate dei bambini prima di quello di aerei e bombe”. Il rapper ha poi spiegato di non voler permettere alla paura di impedirgli di dire ciò che sente, perché altrimenti non avrebbe più senso salire su un palco.
Indossando una kefiah sulle spalle, ha quindi lanciato il grido “Free Palestine”, estendendolo anche a Cuba, Congo, Sudan e Iran, e attaccando duramente l’agenzia americana per l’immigrazione ICE, definita “un’organizzazione terroristica”. Subito dopo ha eseguito il suo brano del 2024 “Hind’s Hall”, ispirato alle occupazioni pro-Palestina nei campus universitari statunitensi, mentre sui maxischermi dello stadio scorrevano immagini di Gaza e delle proteste. La stessa scena si è ripetuta la sera successiva, sabato 5 settembre.
Non è un episodio isolato per l’artista di “Thrift Shop”: Macklemore è un sostenitore dichiarato della causa palestinese fin da dopo il 7 ottobre 2023, ha partecipato a manifestazioni a Washington definendo la campagna militare israeliana a Gaza un genocidio, e ha destinato parte dei proventi di “Hind’s Hall” ad attività umanitarie per i rifugiati palestinesi.
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