Sanità in Calabria, lo stop al commissariamento? «È una scelta politica insindacabile»
La scelta del Governo di scrivere la parola fine sul commissariamento della sanità calabrese? Una «scelta politica che ne determina l’insindacabilità in sede di controllo preventivo di legittimità». Da qui deriva la decisione della Sezione centrale del controllo di legittimità della Corte dei conti sugli atti del Governo nel dichiarare il non luogo a pronuncia sulla decisione che riguarda da vicino questa regione.
Le motivazioni della decisione apparse sul sito istituzionale della Corte dei conti, tuttavia, non sciolgono tutti i dubbi anche se contribuiscono a rafforzare una tesi sostenuta dalle parti della Cittadella regionale già da diverse settimane. I magistrati contabili sostengono che il commissariamento non è un semplice provvedimento amministrativo perché esprime il ruolo costituzionale del Governo nell’indirizzo della politica sanitaria. Da ciò trae la sua «connotazione di scelta politica» e quindi l’insindacabilità in sede di controllo preventivo. Ma nello stesso periodo precisa che quel potere è caratterizzato da «ineliminabili presupposti scaturenti da verifiche di carattere tecnico». E dunque: chi controlla che esistano i presupposti ineliminabili?
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