Strada facendo… nella Riserva Naturale Valle dell’Aniene e dintorni
Normalmente impiego una ventina di minuti per raggiungere la Riserva naturale della Valle dell’Aniene, attraversando via delle Messi d’Oro e via Cassino, seguendo il marciapiede riservato ai pedoni.
Ieri, 8 settembre 2026, arrivato all’altezza del Centro di Raccolta AMA di Ponte Mammolo in Via Cassino 7-9, sul lato sinistro ho trovato un nastro arancione che mi impediva il transito. Prima di partire per il Piemonte a fine luglio scorso, un massiccio roveto che occupava tutto il marciapiede e un pezzo della via mi aveva impedito ugualmente il passaggio e avevo segnalato la cosa all’assessora all’Ambiente.
Ora il roveto è stato asportato ma…

Ho provato in qualche modo di superare l’ostacolo, ma poi, a malincuore sono dovuto ritornare sui miei passi. E attraversando il parcheggio di scambio di Ponte Mammolo e poi scendendo alla stazione della metro e percorrendo tutto il fronte della stessa dove imperano i tenutari del suk inverecondo che rendono difficoltoso il transito con le loro bancarellone, ho raggiunto facendo attenzione a macchine e bus il tratto dove via Cassino si congiunge con viale Togliatti.

Qui ho trovato un lavoro propedeutico alla ciclabile e sono risalito verso la via Tiburtina. Dopo dopo aver salutato, dal ponte, l’Aniene sono finalmente entrato nell’agognata Riserva Naturale della Valle dell’Aniene impiegando in questo tragitto una mezzora, anziché i soliti venti minuti, ma soprattutto con un cambio di umore che mi stava per rovinare la camminata.

Mi sono chiesto e mi chiedo tuttora: i cittadini romani come me, che usano solo mezzi pubblici e le proprie gambe (e quando ne sono impediti o per necessità stringenti il taxi) hanno la possibilità di percorrere in santa pace i marciapiedi a loro riservati?
Evidentemente a Roma non funziona così e questo mi induce a invitare la gentile assessora all’Ambiente del IV Municipio e i suoi colleghi a vigilare e a controllare l’andamento dei lavori e garantire il pacifico godimento dei marciapiedi, peraltro spesso sconnessi in più parti dei quartieri periferici e non solo.
Una volta raggiunta la mia Riserva naturale Valle dell’Aniene ho potuto percorrerla solo per un tratto più breve di quello che mi ero ripromesso ed ho ammirato il pratone che, a causa del caldo assurdo di quest’anno, non ha l’aspetto solito, verde e ridente.
Dopo averlo attraversato sono salito su un piccolo rilievo panoramico dominato dalla mia panchina “poetica” (dove mi sono regalata una foto di me che sorrido un po’ stentatamente) che domina il vastissimo pratone di cui ho già parlato e un’altro bel tratto in piano che si estende fino a Casal de’ Pazzi.
Scendendo dalla panchina, sono rimasto ammirato da un muralino curato dall’associazione benemerita “Insieme per l’Aniene” che cura questa bella Riserva e dal suo messaggio che invita ad un prezioso impegno valido per tutti, amministratori e amministrati: il monitorare (io preferisco il verbo controllare, più comprensibile ai più, e faticoso da esercitare, che mi sforzo di fare, senza arrendermi, anche con le mie camminate mattutine e articoli come questo).
Guardando l’orologio mi sono accorto che era trascorsa un’oretta e che era necessario (sono pur sempre un lavoratore ottantenne) tornare a casa, perché ci sarebbe voluta un’altra ora e quindi le mie due ore stamattina sono andate così.
Poiché mi piace, per quanto possibile, non rifare la medesima strada, al ritorno sono passato per via Benigni e poi per via Galbani a Casal de’ Pazzi e poi attraverso un parchetto, provvisto di fontanella.
Ho raggiunto quindi l’ingresso della Riserva Naturale e poi mi sono incamminato verso la stazione di Ponte Mammolo (e il suo suk) e sono risalito a Pietralata. Alla fine del parcheggio nel viottolo che immette in via Cassino il cumulo di immondizia “ammirato” giorni fa”, era ancora lì.
Non senza aver fotografato le cose che più mi hanno colpito. E aggiungo questo link per chi voglia approfondire.
Stanco e, quasi felice, sono arrivato nella mia casetta editrice a farmi una doccia e incominciare a lavorare.
La camminata è durata dalle 6:45 (23 gradi) alle 8:47 (27 gradi).
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