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Il “Drago Celeste” supera il test: come funziona (e cosa può fare) il missile Cheonryong

La Corea del Sud ha portato a termine con successo il primo test tecnico di volo del missile da crociera aria-superficie Cheonryong, dopo due tentativi falliti avvenuti nei mesi di gennaio e marzo. Durante la prova, il vettore è stato sganciato correttamente da un caccia leggero FA-50, ha acceso il motore in volo e ha completato una traiettoria stabile, superando le criticità che avevano costretto gli ingegneri a interrompere i test precedenti. Seoul punta a completare lo sviluppo di questo jolly entro il 2028, con l’avvio della produzione in serie previsto nel 2029 e l’entrata in servizio all’inizio del prossimo decennio sui nuovi caccia KF-21 Boramae.

Il nuovo missile della Corea del Sud

Secondo quanto riportato da Defence Blog, il Cheonryong nasce per rispondere a una delle principali sfide strategiche della penisola coreana: neutralizzare i bunker e le infrastrutture sotterranee costruite dalla Corea del Nord per proteggere centri di comando, depositi di missili balistici e rifugi destinati alla leadership militare e politica. Il nuovo missile, il cui nome significa “Drago Celeste”, dovrebbe superare i 600 chilometri di gittata, circa il 20% in più rispetto al Taurus KEPD 350 di produzione tedesca oggi in dotazione all’aeronautica sudcoreana.

La testata è stata progettata per mantenere quasi la stessa capacità di penetrazione del Taurus, considerato tra i migliori missili anti bunker convenzionali al mondo, con la possibilità di perforare strutture in cemento armato profonde diversi metri prima dell’esplosione. A rendere il sistema ancora più efficace contribuisce un sofisticato pacchetto di navigazione che integra guida inerziale, confronto del profilo del terreno e riconoscimento delle immagini nella fase terminale, garantendo una precisione stimata tra uno e due metri anche in presenza di disturbi ai segnali GPS.

Il profilo di volo a bassissima quota, insieme alla ridotta osservabilità radar ottenuta attraverso forme stealth e materiali assorbenti, rende inoltre più difficile l’intercettazione da parte delle difese aeree nemiche.

I vantaggi del “Drago Celeste”

Oltre alle prestazioni, il Cheonryong introduce anche importanti vantaggi operativi. A differenza del richiamato Taurus, che richiede il rifornimento di carburante poco prima della missione, il nuovo missile può essere immagazzinato già pronto all’impiego per un periodo compreso tra cinque e dieci anni, riducendo sensibilmente i tempi necessari per un eventuale ordine di attacco.

Il progetto è stato inoltre sviluppato con dimensioni e peso compatibili non solo con il futuro KF-21, ma anche con gli FA-50, i KF-16 e gli F-15K già in servizio, aumentando il numero di piattaforme in grado di impiegare l’arma fin dalle prime ore di un eventuale conflitto. L’obiettivo sudcoreano dunque è anche industriale: sostituire progressivamente la dipendenza dai missili importati con un sistema interamente nazionale.

Il Cheonryong entrerà infatti a far parte del cosiddetto “Three-Axis System”, l’architettura di deterrenza della Corea del Sud che comprende capacità di attacco preventivo, difesa antimissile e risposta contro i centri di comando avversari.

In questo scenario, il nuovo missile rappresenta uno degli strumenti chiave con cui Seul punta a rafforzare la propria autonomia strategica e la capacità di colpire obiettivi fortificati in profondità senza fare affidamento su armamenti prodotti all’estero.


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