il piano “Caput Mundi” supera i target del Pnrr
La Capitale taglia il traguardo europeo più difficile e scaccia i fantasmi dei ritardi cronici sui fondi comunitari.
Alla scadenza ufficiale del 30 giugno 2026, il programma “Caput Mundi” – il monumentale filone del Pnrr destinato alla rinascita e alla tutela del patrimonio storico-artistico in vista del Giubileo – si è rivelato un successo oltre le aspettative.
Roma non solo ha rispettato i patti con Bruxelles, ma ha stracciato i target minimi: sono 298 gli interventi già conclusi e certificati, a fronte di un obiettivo europeo che ne richiedeva almeno 200.
L’operazione ha rimesso a nuovo lo scheletro culturale della città. Dei 337 progetti complessivamente messi a bando – tra restauri di fontane storiche, scavi archeologici, parchi e musei – ben il 90% è stato ultimato nei tempi previsti.
Le pochissime opere rimaste escluse dalla volata finale sono comunque in dirittura d’arrivo e verranno consegnate alla cittadinanza nel giro delle prossime settimane.
La mappa del restauro: un metodo per il futuro della città
Dietro ai numeri c’è una macchina amministrativa che ha visto collaborare in sinergia la Sovrintendenza Capitolina, le Soprintendenze di Stato e i tecnici del Ministero della Cultura.
Una mobilitazione di imprese, restauratori e operai che ha permesso di restituire monumenti storici più accessibili e protetti dall’usura del tempo.
L’entusiasmo della giunta emerge chiaro nelle parole del sindaco e Commissario straordinario di Governo, Roberto Gualtieri:
«Il programma Caput Mundi è stato un grande successo per Roma. Questo risultato conferma l’avvenuto cambio di passo della macchina capitolina. Abbiamo rispettato una scadenza complessa, portando a compimento un piano di riqualificazione che non ha precedenti nella storia recente. Dimostriamo che Roma sa lavorare bene».
I primi siti aprono al pubblico: visite guidate nei quartieri
La fine dei cantieri non rimarrà una questione di sole carte bollate. I cittadini e i turisti stanno già prendendo possesso dei primi 9 siti archeologici sottratti al degrado grazie ai fondi europei.
L’assessore alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha sottolineato la svolta: «Consegniamo una città dalla bellezza ancora più straordinaria. Con le visite guidate già avviate, romane e romani hanno potuto toccare con mano il valore di questo lavoro sul patrimonio. Questo approccio rigoroso continuerà a guidarci».
Sulla stessa linea d’onda l’assessore alle Periferie e al Pnrr, Pino Battaglia, che ha voluto accendere i riflettori sull’eredità organizzativa lasciata da questo sforzo collettivo: «Caput Mundi ci lascia un metodo di lavoro basato sulla cooperazione istituzionale che sarà fondamentale per le prossime sfide».
Infine, il Sovrintendente capitolino Claudio Parisi Presicce ha rivendicato con orgoglio l’eccezionalità della sfida: «È stato il più importante finanziamento mai destinato alla cultura di Roma e sapevamo di trovarci di fronte a un’occasione irripetibile. Restituiamo luoghi tutelati e fruibili, che rafforzano l’identità della nostra città».
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