Isola Farnese ostaggio del tufo, il Campidoglio rivede l’ordinanza. E Tinto Brass scrive a Mattarella
Basta un orizzonte coperto da nuvole nere perché a Isola Farnese, gioiello medievale incastonato nel verde alle porte di Roma Nord, scatti il panico.
A sei mesi dal drammatico cedimento del costone di tufo che a gennaio ha travolto l’unica via d’accesso al paese, la normalità resta un miraggio.
Ogni perturbazione estiva si trasforma in un semaforo rosso automatico: i sensori elettronici piazzati sulla roccia rilevano le infiltrazioni d’acqua, bloccano il transito e il borgo torna, di colpo, isolato dal resto del mondo.
Una condizione di precarietà insostenibile che ha spinto il Campidoglio e il Municipio XV a un tavolo d’urgenza per riscrivere le regole della viabilità locale.
L’obiettivo degli uffici tecnici comunali è superare l’ordinanza restrittiva firmata a metà aprile dal sindaco Roberto Gualtieri.
Quel provvedimento aveva sì evitato l’isolamento totale grazie a un corridoio d’asfalto protetto da barriere e reti paramassi, ma aveva introdotto paletti rigidissimi: senso unico alternato, accesso riservato solo a residenti e commercianti, e divieto assoluto per i mezzi pesanti sopra le 3,5 tonnellate.
Un equilibrio precario che le tempeste estive delle ultime settimane hanno fatto saltare ripetutamente, esasperando la popolazione.

L’sos al Quirinale: la lettera di Tinto Brass
A dare voce alla frustrazione di una comunità che si sente abbandonata dalle istituzioni è stato uno dei residenti più illustri del borgo: il regista Tinto Brass.
Il maestro del cinema erotico italiano ha deciso di scavalcare le competenze comunali, prendendo carta e penna per scrivere direttamente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Nella missiva, il regista ottantenne fotografa senza filtri i disagi quotidiani di un paese che per mesi ha dovuto affidare i propri spostamenti solo a una lunghissima e ripida scalinata d’arroccamento.
Una soluzione che Brass definisce inadeguata e discriminatoria per gli anziani, le persone con disabilità, chi ha problemi di salute e le mamme con i passeggini.
Nella lettera viene descritto il dramma dei gesti più semplici, dal vedersi negata un’ambulanza tempestiva all’impossibilità di accompagnare i bambini a scuola.
Non è la prima volta che il cineasta denuncia la situazione, evidenziando come questa trincea burocratica stia logorando la salute fisica e mentale dei residenti.
Il Municipio XV spinge per il piano di consolidamento
Il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, da tempo si fa portavoce della protesta, sollecitando il Campidoglio a varare una gestione del rischio meno punitiva per il territorio.
«La sicurezza dei cittadini viene prima di tutto, ma non possiamo permettere che un intero quartiere viva sospeso al bollettino meteo», spiegano dagli uffici municipali.
La revisione dell’ordinanza sindacale cammina di pari passo con il cronoprogramma dei lavori di consolidamento strutturale della parete tufacea.
Solo quando le ditte avranno ancorato definitivamente i blocchi instabili si potrà eliminare il sistema di allarme automatico legato alla pioggia e riaprire le due corsie di marcia.
Fino ad allora, Isola Farnese rimarrà un borgo di trincea, dove si guarda al cielo con la paura che un semplice temporale possa cancellare, ancora una volta, la strada verso casa.
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