Società

Stipendi scuola, Pacifico (ANIEF): “140 euro non bastano, ministeriali prendono 10mila euro in più” [VIDEO INTERVISTA]

La firma del CCNL Scuola 2025-2027, certificata ieri dalla Corte dei Conti, porta finalmente risorse certe nelle tasche di docenti e ATA. Per i prof arriveranno 143 euro in più al mese, per il personale tecnico-amministrativo 107 euro. Gli arretrati? 855 euro per i docenti, 633 per gli ATA. Eppure, nel momento in cui il sindacato appone la firma, Marcello Pacifico non nasconde le crepe di un sistema che continua a zoppicare.

“Questa firma era necessaria, non c’è dubbio”, esordisce il leader di ANIEF ai microfoni di Orizzonte Scuola. “L’inflazione è schizzata e per la prima volta siamo riusciti a rincorrerla con tre contratti consecutivi firmati in meno di tre anni: 19-21, 22-24 e ora questo 25-27”. Un risultato storico, sul piano procedurale, che garantisce 140 euro medi di aumento al netto dell’indennità di vacanza contrattuale. Ma Pacifico mette subito le mani avanti.

Il primo nodo è la corsa dell’inflazione, che continua a viaggiare sopra le previsioni del governo. “Ha superato il 3%, e non era nei piani”, sottolinea. Tradotto: gli aumenti appena firmati rischiano di essere erosi già in partenza. La prossima legge di bilancio, avverte, dovrà stanziare risorse aggiuntive per recuperare uno scostamento che nessuno aveva calcolato.

Ma è il secondo tema a far tremare la categoria. E Pacifico non usa mezzi termini: “C’è un dramma, un dramma vero e proprio”. Nel pubblico impiego, chi lavora nei ministeri porta a casa 10mila euro l’anno in più di chi insegna o fa supporto nelle scuole. Venticinque anni fa non era così. Oggi il divario è sotto gli occhi di tutti, e per il sindacato è intollerabile.

“Non si possono dare soldi a tutto il personale scolastico in una volta sola”, ammette Pacifico, “ma bisogna cominciare da qualcosa”. Quel qualcosa si chiama IST, l’indennità integrativa speciale conglobata. Una voce che per molti arriva a pesare un quarto dello stipendio, ma che è rimasta congelata per un quarto di secolo. “Bloccata da 25 anni”, ripete Pacifico, scandendo le parole. Sbloccarla sarebbe il primo segnale concreto per restituire dignità a un comparto che si sente umiliato.

Sul tavolo della contrattazione normativa, che si aprirà a breve, ci sono altre battaglie. Una su tutte: il buono pasto, ancora negato a troppi lavoratori della scuola. Poi la mobilità, con la richiesta di estendere da 16 a 18 anni la possibilità di ricongiungersi con i figli attraverso assegnazioni provvisorie e trasferimenti. E poi il capitolo precari, su cui l’Europa preme con sentenze che hanno dichiarato l’Italia inadempiente. “La parità di trattamento tra personale precario e di ruolo non è più rinviabile”, tuona Pacifico. E l’Unione Europea, con le sue condanne, ha messo la scuola italiana con le spalle al muro.

La strategia di ANIEF è chiara: chiudere la parte normativa e poi tornare subito al tavolo economico. L’obiettivo è firmare il prossimo contratto non più a cose fatte, ma durante la vigenza. “Sarebbe bellissimo”, sogna Pacifico, “andarlo a firmare nel 2028, per dare nuovi aumenti e tenere il passo con l’inflazione.

Video intervista a cura di Fulvia Subania


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »