DOOM: The Dark Ages Rivelazioni: abbiamo visto l’espansione, ed è quasi un sequel
Tra gli annunci dell’Xbox Games Showcase estivo, DOOM: The Dark Ages | Rivelazioni è stato uno di quelli che ha lasciato il segno. Lo sviluppatore id Software lo descrive senza giri di parole: “è praticamente come un sequel”. Avendo assistito a una presentazione a porte chiuse prima dell’annuncio ufficiale, possiamo confermare che non si tratta di una esagerazione da comunicato stampa.
L’espansione arriva il 7 luglio 2026 su Xbox Series X|S, PS5 e PC (Steam, Battle.net, Microsoft Store), e porta con sé una campagna autonoma, un sistema di combattimento ripensato e una struttura di progressione che si allontana parzialmente da quanto visto nel gioco base.
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La trama: il Purgatorio dello Slayer
Rivelazioni getta lo Slayer, ferito e tradito, in un Purgatorio spietato. Per uscirne dovrà affrontare verità scomode sulla propria esistenza e trovare nuova forza grazie a un alleato misterioso, ascendendo dalla prigione della propria mente per sfidare un’abominazione divina e liberare i suoi seguaci.
La campagna si sviluppa su sei livelli: Proving Grounds, Purgatory (il livello centrale, da cui il nome stesso suggerisce l’importanza strutturale), Hell’s Core, Chasm of Xal’Goroth, Osseus e Uprising. Bethesda dichiara una durata tra le 10 e le 12 ore, un numero ragguardevole per quella che sulla carta resta un’espansione.

La Chain Spear cambia il modo di combattere
La vera novità di Rivelazioni è la Chain Spear, una lancia a catena che affianca lo scudo nella mano sinistra dello Slayer. Nella prima metà dell’espansione la lancia prende il posto dello scudo, salvo poi poter essere alternata a quest’ultimo più avanti, con un cambio rapido che funziona in modo simile a quello già visto per le armi da mischia nel gioco base.
Sulla lancia bisogna soffermarsi, perché cambia parecchio l’identità del combattimento. Funziona come una sorta di rampino: permette non solo di spostarsi rapidamente nei livelli, ma anche di ingaggiare i nemici in aria, volteggiando attorno ai demoni più grossi e imponenti.
Il concetto di Slayer come “carro armato” che caratterizzava la campagna originale di The Dark Ages viene parzialmente meno: con la lancia, ci si muove molto più in verticale.
Le funzioni della Chain Spear sono numerose: si può lanciare, usarla per parare e riflettere colpi, agganciare i nemici come il Meathook, infilzare e affettare, schivare (non uno scatto come in Eternal, ma una vera e propria evasione), e persino scagliarla a terra in stile Sentinel Hammer per un effetto da schianto. La lancia cambia letteralmente forma in base a cosa si sta facendo: diventa un glaive per parate e fendenti, un tridente per agganciare i nemici, una punta enorme per gli schianti a terra.

C’è spazio anche per un’arma segreta, legata a un pezzo di lore che id Software promette di approfondire più avanti, e a un proprio sistema di rune dedicato. Lo scudo, dal canto suo, non sparisce: nel trailer lo si vede letteralmente spezzato, da ricomporre prima di poterlo riutilizzare in combinazione con la lancia.

Più esplorazione, più backtracking, struttura metroidvania
Qui arriva probabilmente l’elemento più divisivo dell’intera espansione. Rivelazioni vanta elementi leggeri da metroidvania, con un sistema di blocchi e chiavi che incoraggia il backtracking lungo tutta l’esperienza. Circa il 30% dei contenuti resterà inaccessibile fino al completamento della storia principale, e i livelli sono pensati per essere riattraversati man mano che si sbloccano nuove aree.
L’hub centrale, la Tomba dello Slayer, si espande “in modi significativi” e punta a un’atmosfera meno scanzonata e più immersiva rispetto a quella vista finora. Le sfide proposte toccheranno tre categorie: combattimento, esplorazione e enigmi.
È un cambio di passo che non mette tutti d’accordo a priori. Chi ha apprezzato DOOM: The Dark Ages soprattutto per la sua impostazione orizzontale, meno legata ai salti acrobatici rispetto a Eternal, potrebbe storcere il naso di fronte a un ritorno di elementi platform più marcati, uniti a backtracking e sblocco progressivo dello spazio. È una scelta di game design legittima, ma rappresenta comunque un cambio di ritmo rispetto a quanto stabilito dal gioco base.

I flashback in stile DOOM classico
Un dettaglio che merita attenzione a parte sono i flashback giocabili, che riportano in scena alcune mappe dei DOOM classici. Funzionano in modo simile a come venivano proposti nei giochi originali, ma qui si affiancano a nuove mappe pensate apposta per raccontare ulteriori frammenti della storia dello Slayer.
È un’operazione che mescola con intelligenza nostalgia e narrativa: non un semplice easter egg per i fan di lunga data, ma un dispositivo che usa lo stile estetico retrò per dare peso a momenti della trama, alternandolo alla messa in scena moderna del resto dell’espansione. Visivamente, il contrasto tra la grafica pulita e contemporanea del present-day e quella più grezza e diretta dei flashback funziona e incuriosisce.

Ripatorium 3.0 e le altre novità
Oltre alla campagna, Rivelazioni porta con sé il Ripatorium 3.0, che aggiunge tre nuove mappe, nuovi demoni, armi potenziate e un set ampliato di opzioni di personalizzazione. A completare il pacchetto, un sistema migliorato di generazione dei codici d’accesso e la possibilità di salvare e caricare preset personali.
Tornano anche i Portali dello Slayer (Slayer Gates), con un livello di difficoltà paragonabile a quello del Portale dell’Altopiano già visto nel gioco base, e qualcosa che id Software definisce “Master Arenas”, probabilmente collegate proprio ai Portali o a un’evoluzione delle Escalation Encounters.
Sul fronte tecnico, id Software promette un ulteriore aumento del livello di violenza grafica, applicato sia all’espansione che al gioco base, oltre a una serie di bilanciamenti: il rigenero dell’armatura del Flagello viene potenziato, il rilevamento delle minacce migliorato rispetto alla campagna originale, e il tempo di caricamento della Dreadmace ridotto per renderla meno punitiva da usare. Anche il Cyberdemon riceve un nuovo attacco ad ala che respinge il giocatore per costringerlo a riposizionarsi, senza infliggere danno diretto. La filosofia dichiarata dal team è quella di un bilanciamento “a rampa”, pensato per accompagnare gradualmente la curva di difficoltà.

Quanto costa e come si ottiene
Chi possiede la Premium Edition o il Bundle Collector di DOOM: The Dark Ages riceverà Rivelazioni gratuitamente al lancio.
Chi possiede solo il gioco base potrà acquistare separatamente l’espansione a 19,99€ dal 7 luglio, oppure passare alla Premium Edition, già disponibile ora a 34,99€.

Tantissima carne al fuoco, in senso buono
Quello che emerge da questa presentazione è un’espansione ambiziosa, forse fin troppo densa per i suoi stessi confini. Tra Chain Spear, sistema di rune dedicato, struttura metroidvania, flashback in stile classico e Ripatorium 3.0, c’è davvero tanta carne al fuoco per un singolo DLC.
I combattimenti, almeno da quello che abbiamo visto, si fanno decisamente più acrobatici e dinamici grazie alla nuova lancia, e il livello di spettacolarità sembra salire ulteriormente rispetto a un gioco base già di per sé generoso in questo senso. Resta da capire, una volta provata con mano, se l’introduzione di elementi metroidvania e di un level design più verticale e platform-oriented convincerà chi aveva apprezzato proprio l’approccio più orizzontale di The Dark Ages.
È una scommessa di design che id Software sembra però bilanciare bene sulla carta, puntando su una narrazione più ricca, sui flashback e su una quantità di contenuto che giustifica ampiamente il paragone con un sequel.
Appuntamento al 7 luglio per scoprire se le sensazioni di questa anteprima troveranno conferma sul campo.
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